BROTHERS IN LAW

Brothers In Law

I Brothers In Law sono un trio proveniente da Pesaro, su quella costa est sempre così sorprendente, terra della new wave italiana.
Sarà stato il mare inquinato ad insinuare i suoni sporchi nelle loro canzoni. Nascono come duo nel 2011, pubblicano un EP (s/t – Tannen Records), poi entra in formazione un batterista che suona in piedi e danno alle stampe un nuovo singolo (“Grey Days” – We Were Never Being Boring collective – 2012).
Intanto girano un po’ dal vivo e dividono palchi con band come Wild Nothing, Still Corners, Dum Dum Girls, Jacuzzy Boys, Neon Indian e altre. Immagino che da ognuna di queste volessero rubare qualcosa o qualche idea, ma alla fine – come sempre – si lasciavano solo trascinare dalla musica.
Comunque, sul finire dell’estate del 2012 registrano il loro primo album autoprodotto “Hard Times For Dreamers” (We Were Never Being Boring – 2013). Il disco racconta la storia delle loro vite, quello a cui tengono e che vogliono tenersi stretti. Tra chitarre scintillanti e polverosi riverberi, un suono luminoso di adolescenze oscure, periferie e amore. I Brothers In Law sono stati invitati quest’anno anche al SXSW Festival di Austin, Texas, festival culto per tutto ciò che è nuovo nel mondo dell’arte e dei media.
File under: banditi dream-pop;  collezionisti di C86; amanti della Captured Tracks.

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Brothers in Law is a three pieces band born from a real relationship connection. Funny enough their music is much more powerful than their (almost) blood connection. From the always surprising Italian east coast the dirt of the ocean sneaks into this recordings like a wave in your face while closing your eyes in front of the sea.

brothersinlaw.bandcamp.com/
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Reviews

“Considerata l’evoluzione degli ultimi dodici mesi era ovvio aspettarsi un album di debutto superiore all’acerbo ma pur buono EP Gray Days e così è stato. Si intitola Hard Times For Dreamers (non credo sia un tributo alla canzone dei Reverend And The Makers…) ed è composto da otto tracce, mezz’ora di musica pubblicata dalla We Were Never Being Boring con la partecipazione della CF Records (Girls Names e Cloud Nothings in passato) e stampata anche in Giappone via Cocoheart Records.

Meno The Jesus & Mary Chain rispetto agli esordi, il suono si è fatto meno tagliente e più disteso: nonostante si porti avanti con fierezza la formazione a due chitarre (Lampredi, Giacomo Stolzini) più batteria (Andrea Guagneli), entrano in gioco elementi sintetici. (…)

È UK-sound della seconda metà degli anni ’80 rivisitato secondo i canoni indie-USA anni dieci. Un lavoro tutt’altro che monocorde – e chi li ha visti agli esordi sa a cosa mi sto riferendo – che spazia dalla quickness jangly del singolo Leave Me alla slowness pop di Childhood, due delle tracce cardine dell’intero lotto.

La loro presenza al SXSW 2013 potrebbe essere solo l’inizio. E se la Captured Tracks si accorgesse di loro…” Sentireascoltare

 

Tempi duri per i sognatori, certo, ma questo non ha impedito ai tre ragazzi marchigiani di mettere insieme otto pezzi dalla contagiosa nostalgia, dall’eterna malinconia grigiastra, quella bella, leggera, che ti avvolge, che ti fa sognare, appunto. Questo disco è un un piccolo contenitore magico, all’interno del quale si possono trovare affascinanti suggestioni dream pop e surf che si trasformano in richiami shoegaze. (…)

Il gioco su cui regge il lavoro dei BIL è sempre lo stesso: le chitarre di Nicola e Giacomo riverberate e distorte, batteria decisa e semplice, voce bassa, calda e introversa. Tuttavia, già con l’opening track “Lose Control” si riscontrano alcuni elementi di cesura rispetto al primo Ep “Gray Days”. In primo luogo l’inserimento dei synth, fondamentali per dare in alcuni frangenti maggiore sensibilità e dinamicità alla compattezza di alcune tracce, le chitarre invece sono sempre riverberate, ovvio, ma i suoni sono più sfumati, distesi, acquistano corpo pian piano, ti prendono ed entrano in testa senza lasciarti tregua. (…)

Un disco avvenente, dalle mille ombre sonore di genere ma che contemporaneamente possiede una coesione interna speciale, capace di far vibrare emozioni inaspettate. Tempi duri per i sognatori, già, ma i Brothers in Law ci hanno regalato un preziosissimo e affascinate alleato, capace di far intravedere scenari più rassicuranti e seducenti. ” Rockit

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