LUMEN

 

Lumen

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Freschi dell’uscita del loro secondo ep Correnti, per Deerwaves records (http://deerwaves.com/news/lumen-correnti-ep-terza-uscita-per-dwrec), i Lumen sono un trio torinese che, districandosi tra drum machines, chitarre soffuse e voci lontane, dà vita ad un’elettronica carica e nostalgica, venata di dreampop e chillwave.

Recensioni

“Electropop da Torino, all’attivo un altro Ep rilasciato autonomamente, prima di questa produzione targata DW Records, netlabel nata dall’omonima webzine. La cosa che più colpisce di questo Ep durante l’ascolto, è che mentre si cercano possibili riferimenti “elettronici”, ci si ritrovi a pensare al cantautorato e a certe sperimentazione italiane di inizio anni Ottanta. Ora non siamo impazziti (o forse lo siamo, ma non ci piace ammetterlo), da paragonare i Lumen a Battiato, ma ci piace pensare che dietro a questi tre ragazzi torinesi, ci sia più di una semplice rilettura della new-wave. A volte eterei, a volte pulsanti e incisivi i Lumen hanno le carte per costruire qualcosa di importante in futuro. L’Ep è in free download, approfittatene.” Indie-Roccia

“Si fa presto a dire elettropop. I torinesi Lumen escono dal solco dei Postal Service in pochi istanti, prima ancora di esserci entrati a dire il vero, abbattendo così il mio pregiudizio che senza motivo apparente li avrebbe visti bene da quelle parti. Pertanto l’irriguardoso paragone che ho scelto di spendere per Correnti, il loro secondo disco pubblicato a Gennaio da DeerWaves Records, è quello con il Battiato migliore e con certe atmosfere darkwave alla “Black Celebration”, che seppure non sia esatto è di certo meno inopportuno, considerata la vena cantautorale e le tematiche non esattamente da feste del sabato sera.

Quattro volte su cinque infatti i testi dei Lumen offrono spunti ai limiti dell’esistenzialismo, conditi sempre dalle suggestioni elettroniche dei sintetizzatori, che ispirano malinconia anche quando le melodie paiono strizzare l’occhio al dancefloor. Succede già nel primo riuscitissimo pezzo, Una Estate Inclemente”, in cui si parla/balla di un evento triste e contro natura come l’estate passata in città, mentre Shetland” affronta la bella utopia di un luogo segreto e lontano nel quale andare a rifugiarsi (con tanto di verso a Mimì Clementi). Si prosegue con turbamenti vari e ritmi incalzanti in Eliodora” e la paura di morire de Le Onde”, il cui tappeto sonoro è qualcosa di meraviglioso. “Correnti” arriva così alla conclusiva Theta W”, scivolando via, a dire il vero, non sempre in maniera liscia: qualcosa qua e là non funziona ancora e le combinazioni di atmosfere fosche e immagini evocative, perfette sulla carta, faticano a volte a coinvolgere.

Di certo, insomma, i Lumen confermano in questo disco di meritare tutta la vostra attenzione – dimostrando le loro potenzialità in almeno un paio di brani di altissimo livello – ma sono disposto a scommettere che “Correnti” non si tratti ancora del meglio che la creatività del trio torinese possa offrirci.” Shiver

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