SAMARIS

 

CHI SONO?
I Samaris sono un trio islandese che combina elementi di elettronica (Þórður Kári Steinþórsson, aka ‘Doddi’), clarinetto (Áslaug Rún Magnúsdóttir) e la voce incantevole di Jófríður Ákadóttir

COSA SUONANO?
I Samaris combinano elettronica glaciale e audaci beat da percussioni con una voce tormentata, quasi cantilenante, che narra testi estratti da poemi islandesi del diciannovesimo secolo. “Si potrebbe dire che le parole sono state delicatamente intessute, in un modo da avere già una loro canzone, una loro melodia quando le leggi insieme” (Áslaug)

PERCHÉ VENIRE A SENTIRLI?
“Con il quid di essere islandesi, confezionano un’elettronica fluida dall’atmosfera mesmerizzante, in cui il lato folk minimalista e quieto della terra dei geyser è pronto ad erompere in qualsiasi momento, complice anche la mano, in sede di produzione, di Gunnar Tynes dei Mùm” (Spaziorock). L’effetto complessivo è allo stesso tempo antico e moderno, un suono etereo pieno di spazi oscuri e atmosfere aliene

#anltascolta:


Vuoi saperne di più?
Pochi mesi dopo la formazione della band, appena maggiorenni, nel 2011, i Samaris avevano già vinto sia l’Icelandic Músíktilraunir che il Kraumur Award. L’uscita dei loro due EP (“Hljóma Þú” e “Stofnar Falla”, registrato nello studio dei Sigur Rós) racchiusi nell’omonimo “Samaris” durante l’estate del 2013 è stata la loro prima presentazione al mondo intero.
“Vogliamo che le persone provino qualcosa che non hanno mai provato prima”, hanno detto a “Dazed & Confused”, e quando “Silkidrangar” – il loro LP di debutto – è uscito, l’iniziale aspirazione di “semplicemente indossare costumi divertenti e pensare che magari potremmo ottenere un ingaggio in un bar di Reykjavik” è diventato un ricordo lontano, e i Samaris hanno portato il loro show ipnotico a Roskilde, Green Man, Sónar, Reeperbahn, Longitude, All Tomorrow’s Parties, New York’s Ace Hotel, Sydney Festival, e, chiaramente, Iceland Airwaves. “Rispetto agli esordi, in “Silkidrangar” si scorge una maggiore attenzione verso l’aspetto ritmico – probabilmente influenzato dai numerosi remix che hanno coinvolto alcuni brani delle precedenti release – ma rimane intatto il concetto alla base della formula stilistica del trio, ovvero un gioco freddo-caldo che miscela gli stilemi evocanti i gelidi avamposti nordici con il tepore spesso associato a certe sonorità chillout” (Sentireascoltare).
Il 10 giugno 2016 uscirà per “One Little Indian” il nuovo album dei Samaris. Scritto e registrato nel corso dell’anno scorso a Berlino, Reykjavik ed in Irlanda, “Black Lights” è il disco più accessibile ad oggi, per la prima volta cantato interamente in inglese e preceduto dall’uscita del singolo “Wanted 2 say” l’8 aprile. “Black lights” è un riflesso sia dell’ampliamento di orizzonti avvenuto dopo un anno di esperienze “on the road” a seguito dell’uscita di “Silkidrangar”, e di un periodo di cambiamento e di forte tumulto emotivo per tutti e tre i componenti della band.
https://www.facebook.com/samarisss/
https://OLI.lnk.to/blacklightsFO

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