THE ASSYRIANS

The Assyrians

The Assyrians

Ciao, qui Alfa S. Non ho nulla a che fare con gli Assyrians, non li ho mai visti, non li ho mai ascoltati. So chi sono perché i loro qua qua interferiscono con le onde medie di cui mi nutro. Assumo tutto, non mi interessa dividere il digeribile dall’indigesto. Il disinteresse per la selezione mi ha avvicinato a loro, quindi a voi per estensione. Ho provato a stabilire un contatto con loro, riporto la loro risposta: “Ciao Alfa S., grazie per averci scritto, non capiamo davvero come tu possa essere arrivato a noi. Comunque siamo di Milano e suoniamo insieme da un paio d’anni. A novembre 2012 è uscito il nostro ep su Bored Youth Records ed entro la fine dell’anno dovrebbe uscire il nostro disco, che abbiamo appena finito di registrare. Tieniti aggiornato! Ciao, A.”

– Facebook https://www.facebook.com/TheAssyrians

– Bandcamp http://boredyouthrecords.bandcamp.com/album/the-assyrians-s-t-byr04

Recensioni

“Le vacanze natalizie possono essere una buona occasione per un po’ di repulisti nell’impolveratissimo scaffale delle cassette, dove tra i peccatucci di gioventù (per qualcuno gli 883, per altri i Guns, per me ad esempio l’hip hop anni Novanta) c’è ancora un sacco di roba bella che qualcuno mi copiò ai tempi e che non mi sono mai passato in cd. Mi trovo, a sorpresa, a dover fare posto per un nuovo nastro: si tratta degli Assyrians, giovane formazione milanese che ha sfornato un esordio, è il caso di dirlo, magnetico.

Quattro pezzi di purissimo pop psichedelico, con i Turtles e Brian Wilson nel cuore: intarsi sonori di mellotron e chitarre acustiche, tamburelli e fiati, Primule Scarlatte e Scimmie Felici che scorrazzano tra le note ridendo e canticchiando in coro, con lo Smile sulle labbra. La loro allegria è contagiosa e non mi resta che seguirli sulla quella scia di bobina che lasciano dietro di sè, dimenticandomi la polvere e gli OTR e cavalcando con gli elfici Assyrians tra questi prati viola, dai fiori girevoli e abbaglianti, in mezzo ad alberi impellicciati e ruscelli verde pisello. Quindici minuti di abbandono a un mondo color marshmallows, che si apre con gli intrecci vocali alla Mamas & Papas di “Farewell, scarlet pimpernel” e ha il suo culmine in “Moon, happy monkeys e hop maniac apes”, riff sghembo e folgorante su un tappeto di ukulele e acustica, con una melodia da perdersi dentro e la citazione, appena accennata, di “Pet Sounds” come a dire: “no, non hai sbagliato strada”.

Quando si spegne l’ultima nota di tromba di “htrowyaH atiR” mi ritrovo ancora davanti allo scaffale delle cassette, imbambolato dal gioiellino capitatomi tra le mani proprio alla fine di questo 2012. E mi sento stranamente anche più bendisposto verso i peccatucci di gioventù: vorrà dire che è oggi il giorno fortunato di molte di queste cassette che, almeno per il momento, scampano in zona Cesarini all’archiviamento definitivo (leggi: raccolta differenziata). Esa e compagni: ringraziate gli Assyrians.” Rockit

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