THE RUST AND THE FURY

The Rust And The Fury

The Rust And The Fury nascono ufficialmente nel 2011 a Perugia, quando dopo vari cambi di lineup si viene a completare l’attuale formazione che vede Daniele Rotella alla voce e chitarra, Marco Zitoli al basso e voce, Francesca Lisetto alla voce-tastiere, Francesco Federici alla chitarra e voce e Andrea Spigarelli alla batteria.
Entrano subito a far parte delle selezioni live di Italia Wave 2012 vincendo la fase regionale in Umbria. Vittoria che li porta ad esibirsi sullo Psycho Stage di Arezzo il 15 luglio, nell’anno in cui il festival torna a casa.

Poco tempo dopo la partecipazione all’Arezzo Wave Love Festival 2012 esce in esclusiva su Rockit.it l’anteprima dell’album d’esordio della band, il quale riscuote molto successo tra gli ascoltatori tanto da guadagnarsi il titolo di “disco della settimana” nei primi giorni di Settembre 2012.

Il 24 Settembre 2012 esce ufficialmente “May The Sun Hit Your Eyes”, il loro primo album per La Fame Dischi in collaborazione con Cura Domestica, neo-nata etichetta umbra legata allo studio di registrazione Cura Domestica situato all’interno dell’Ostello Mario Spagnoli di Perugia.

– Website http://www.therustandthefury.tk/

– Facebook https://www.facebook.com/TheRustAndTheFury

Reviews

“Eccoli i The Rust And The Fury, formazione umbra con alle spalle quasi dieci anni di attività ma con un esordio, appunto May The Sun Hit Your Eyes, uscito solo a settembre scorso per La Fame Dischi/Cura Domestica. Un percorso inconsueto quello dei cinque ragazzi di Perugia, caratterizzato da diversi cambi di formazione e dalla volontà di staccarsi dal repertorio originario, virando decisamente verso i territori più schietti del rock.

Siamo infatti dalle parti di un disco che si rifà tanto al blues elettrico di Neil Young (e al suo nutrito esercito di eredi/epigoni) quanto al revivalismo garage-wave di inizio secolo. Gli otto brani della tracklist si reggono su una volontà cantautorale consapevolmente tenuta sottopelle e immersa nell’adrenalinica tensione delle chitarre: quello che succede nell’iniziale Roundabouts, buona melodia ben amalgamata all’incedere noir del pezzo, o nella successiva Francis With God, con il suo refrain catchy (Arcade Fire?) intrecciato alle voci di Daniele Rotella e Francesca Lisetto. Voce femminile protagonista anche in Laughing For Nothing, con il suo synth-wave in aria psych in cui il controcanto fra le due chitarre tesse il crescendo finale del pezzo. C’è anche spazio per accenti maggiormente southern come in Keep On e She Was Too Late, con un intimismo (espressamente debitore al sopracitato Young) che rimanda al classic rock dei Band Of Horses.

May The Sun Hit Your Eyes è un album che vive di stratificazioni sonore, variazioni dark e riverberi accuratamente elettrificati che si rivelano ascolto dopo ascolto. Un esordio nel complesso piuttosto maturo che, pur non presentando niente che non sia stato già visto e sentito, risulta comunque godibile.” Sentireascoltare

“Sgombriamo subito il campo dai dubbi: se non amate il rock’n’roll più stradaiolo, per intenderci quello con un approccio alla Neil Young (artista a cui dichiarano di ispirarsi manifestamente) del periodo ’80 e ‘90, lasciate perdere e passate pure oltre.

The Rust and The Fury – la cui ragione sociale già di per sè racconta tutto un immaginario a cui i Nostri si abbeverano – sono un fottutissimo gruppo devoto al r’n’r; ma stavolta non è solo una questione di sound, perché si percepisce subito che la differenza sostanziale è nel talento. Un talento che, certamente, fa tornare in mente gli Arcade Fire (forse la band sui generis che più abbiamo oggi nelle orecchie), ma questo quintetto dimostra come sia possibile trasformare certi ascolti in un ottimo songwriting personale. Certo, una mano amica in studio di registrazione li avrebbe aiutati molto, sia per togliere alle chitarre quella patina casereccia per farle brillare come ci si aspetterebbe ma anche per regolare al meglio qualche incastro ritmico. Però, a pensarci bene, si tratta di due aspetti che è giusto catalogare oggi fra le cose da migliorare in futuro, trovandoci di fronte ad un esordio il cui giudizio complessivo è vicino al “superlativo”.

In queste 8 tracce c’è qualcosa che funziona benissimo, come ad esempio i pezzi in crescendo: “These days” è pura nostalgia anni ’90, mentre “Francis with god” ha quell’handclapping iniziale a fare da battistrada per una canzone che tanto ricorda un incrocio tra Gin Blossoms e Uncle Tupelo (il primo impiego importante di Jeff Tweedy, per intenderci), con la sostanziale differenza di un’affascinante voce femminile ai cori che ritornerà protagonista più avanti. E a proposito di incroci, l’iniziale “Roundabout” rappresenta l’ipotetico anello mancante tra gli A Toys Orchestra e la band canadese evocata qualche riga più sopra… mica noccioline!

Però, la cosa migliore in assoluto si intitola”Laughing for nothing”, il classico pezzo per il quale non ci meraviglieremmo se qualche (web)radio station tematica decidesse di trasmetterlo fino alla noia, grazie all’eccellente prova vocale di Francesca Lisetto, la cui interpretazione ricorda Susanna Hoffs (The Bangles), tanto per fornirvi altre coordinate.

Insomma, ce n’è di ciccia per goderne appieno e sperare in un radioso futuro per questi cinque perugini. A tratti manca solo un pizzico di esperienza e qualche buon suggerimento per evitare alcune sbavature; nonostante ciò, “May The Sun Hit Your Eyes” rimane un album che merita la segnalazione di “Disco della settimana”. In attesa di sbalordirci dal vivo.” Rockit

 

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