Ci siamo!

Sabato è il giorno, sabato è la notte, di A Night Like This Festival.
A Chiaverano fervono i preparativi: sta prendendo una forma fisica il lavoro di tutto un anno, a cominciare dal palco delle colline che vedete in foto!

Mentre tutto questo accade, qualcosa va secondo i piani, qualcosa va aggiustato all’ultimo momento, e molte domande ci vengono poste: qui alcuni chiarimenti e un riassunto delle ultime novità

– L’ingresso al festival ha un costo di 10 euro, l’acquisto del biglietto è possibile anche il giorno stesso, per tutta la durata dell’evento, presso la biglietteria appositamente allestita. NON è obbligatorio l’acquisto in prevendita e c’è posto per tutti! Il biglietto per l’ingresso al campeggio ha un costo di 5 euro, è disponibile anche all’ingresso del camping stesso, i posti sono limitati ma ancora disponibili! Vi sono due ampi parcheggi adiacenti alla location del festival, al costo di 2 euro a macchina.

- Le porte apriranno alle 15:30 su Piazza Ombre / Corso Carlo Zuffo. I concerti inizieranno alle 17, per concludersi con il DjSet di KICKS UP fino alle 3 di notte! L’orario delle esibizioni dei singoli gruppi è stato già stabilito, ma sarà disponibile solamente il giorno dell’evento all’interno della location. Gli orari di esibizione sul palco dell’Esploratore e del Quieto Vivere potranno corrispondere e i gruppi suonare in contemporanea, mentre non avverrà alcuna sovrapposizione durante i live sul palco delle Colline.

- Saranno affisse indicazioni stradali ad Ivrea, Chiaverano e dintorni per il raggiungimento dell’area del festival. Consigliamo comunque di utilizzare il treno: raggiungere la stazione di Ivrea dove sarà attivo un servizio navetta per tutta la giornata e al ritorno la mattina successiva con partenza dal campeggio! Vedi anche http://anightlikethisfestival.com/come-arrivare/

- Esiste un evento ufficiale su facebook

- i Piatcions non saranno purtroppo presenti ad A Night Like This Festival

21 Luglio 2012

L’associazione culturale A Night Like This annuncia la prima edizione di A Night Like This Festival, il 21 Luglio 2012, a partire dalle 15:30 nella poetica cornice naturale di Chiaverano, sulle sponde del Lago Sirio, alle porte di Ivrea (Torino). Un appuntamento inedito e tutto da scoprire: 20 band, 12 ore di concerti su 3 palchi, visuals, area expo per etichette indipendenti, organizzatori di eventi, prodotti handmade e degustazioni a Km zero. Un viaggio ipnotico e coinvolgente in una location immersa in un panorama da sogno, un’esperienza poli-sensoriale da vivere inaspettatamente a due passi da grandi città come Torino e Milano.

La line up prevede, in esclusiva estiva per A Night Like This Festival dall’Inghilterra, la cult band fondata da Stephen Lawrie  The Telescopes, motivo d’ispirazione per numerosissimi gruppi shoegaze degli ultimi vent’anni e il fascinoso duo dream pop londinese Summer Camp che seduce per magnetismo, spensieratezza lo-fi e atmosfere romantiche dai colori seppiati.

Ad aggiungersi a queste vere e proprie chicche straniere, una selezione di gruppi della scena indipendente italiana: Aucan, Be Forest, Drink To Me, Edipo, L’Orso, Foxhound, Girless and the Orphan, Pocket Chestnut, L’Officina della Camomilla, Lumen, Thee Piatcions, The Remington, Starcontrol, Shiva Racket, Lavinia, Croco, Le Fric d’Afrique, Somuch Akiss.

Spazio dunque sia a nomi già noti al pubblico, sia a giovani realtà emergenti.

La variegata e coraggiosa proposta artistica di A Night Like This Festival prenderà forma fuori dai più consueti circuiti musicali cittadini. Strutture convenzionate, servizi navetta che collegheranno la vicina stazione di Ivrea all’area concerti e la possibilità di pernottare nel campeggio comunale allestito sulle sponde del Lago Sirio, regaleranno al pubblico la possibilità di trascorrere un weekend estivo di puro relax sulle spiagge del Lago, nelle cui acque è possibile nuotare circondati da un paesaggio unico, lontani dal rumore del traffico cittadino.

Ufficio Stampa A NIGHT LIKE THIS FESTIVAL: Gruppo Editoriale Enotria (rif. Angela De Simone, cell. 328 7470416 – angela.desimone@enotriaeditoriale.com)

SUMMER CAMP

Summer Camp

I Summer Camp sono Elizabeth Sankey e Jeremy Warmsley. Iniziano quasi per caso, in un week end di pioggia, registrando una cover dei Flamingo “I’ve only got eyes for you” e caricandola su una pagina Myspace riservata. La reazione è istantanea e i bloggers si mettono in contatto con il duo nel giro di mezz’ora dall’upload. Il blog hipster americano Gorilla Vs Bear è il primo a postare la cover dando il via ad una reazione a catena di eccitazione e hype su di loro. Quando caricano il loro primo brano originale il Guardian è svelto ad annunciarne l’imminente successo, e non si sbaglia. Il duo londinese crea quel tipo di dream pop magnetico e dai colori seppiati che sembra destinato a diventare la perfetta colonna sonora di primi baci e cotte adolescenziali, romantico e struggente; la malinconica “Ghost Train” ad esempio non suona lontana dai “girl groups” degli anni 60, impacchettata però con un suono lo-fi ed una spolverata di puro zucchero pop. Il pezzo non sfugge alle orecchie attente dell’etichetta hip Moshi Moshi ( responsabile del lancio di carriere di artisti come Kate Nash, Hot Chip e Friendly Fires) che lo pubblica nel marzo 2010 con grande successo di critica: finisce in cima alla programmazione di BBC6 music e nella lista dei migliori 50 brani dell’anno di NME e i Summer Camp diventano uno dei progetti più eccitanti e promettenti dell’anno. L’autunno dello stesso anno esce un Ep, dopo aver spopolato in una lunga serie di festival in UK. A marzo 2011 soddisfano la richiesta di live dagli Stati Uniti con la partecipazione all’SXSW e ad ottobre pubblicano il primo album Welcome To Condale.

– Website: http://wearesummercamp.com/

Reviews

” (…) Condale è una cittadina che vive negli anni 80 praticamente, tanto patinata da fare il verso a Beverly Hills ed amare i Frankie Goes To Hollywood ed i due Summer Camp, Jeremy ed Elizabeth, cantano un pop che come nella più recente tradizione pesca a piene mani dagli anni 80’ con tastiere, synth e qualche leggerissimo accenno al rock, creando un lavoro che si attacca addosso esattamente come la brillantina per i capelli. Cosa c’è di tanto sorprendente in questo esordio che non abbiamo già sentito altrove? La semplicità di brani che sono scritti attorno a due/tre idee, riviste e rielaborate in modo sempre diverso (…) Un disco dove c’è appunto una base chiara e facilmente identificabile che tira le fila di diverse idee che convivono in modo assolutamente riuscito e dove è quasi scontato che a chiudere sia una traccia chiamata 1988, che è il sunto dello stille dei due, synth-pop puro e dancereccio e contagioso.”  Sentireascoltare “Se il referenzialismo (vocabolo che fa spavento solo a pronunciarlo, in tutta la vasta gamma di suoi possibili prefissi) rappresenta per voi il male supremo dell’odierna musica per teenager, “Welcome To Condale” avrà tutti i crismi del delitto in flagrante, a carte più che scoperte (…) : un ammiccamento smaliziato, nonché strategico, a quei magnifici anni Ottanta che nessuno dei due giovinetti in questione ha visto con i propri occhi, se non di sfuggita. (…) leccornie canterine come “I Want You”, “Nobody Knows You” o “Down” (perfetta), per tacere poi di “Last American Virgin”, tutte bollicine Stock, Aitken & Waterman e languide tentazioni Abc In definitiva, nulla di particolarmente clamoroso, ma il giocattolo funziona per bene. Ha una sua facilità di applicazione e seduce orecchie volubili che abbiano la voglia di lasciarsi un po’ abbindolare, con benevolenza (che ogni tanto si può e si deve anche). Per il resto, sintetizzando con una formula infelice: la nostalgia di quello che è stato o avrebbe potuto essere. Benvenuti a Condale.” OndaRock

Lavinia!

Lavinia!

 

 

Indie Folk Cantautorale

Nata l’11/11/1991, data palindroma che ha sempre amato, Lavinia cresce a Udine, iniziando a studiare il pianoforte a sette anni e, pochi anni dopo, a mettere in fila i primi accordi sulla chitarra di suo padre. Durante il liceo inizia a capire quanto la musica sia fondamentale per la sua vita, e a soli 16 anni inizia a condurre il programma “School’s Out” su Radio Onde Furlane, dedicato inizialmente alle band liceali e in seguito alle etichette indipendenti. Nel frattempo stringe amicizia con molti musicisti friulani e, da quando aveva 13 anni, compone canzoni in cameretta, fermamente convinta di non farle ascoltare a nessuno. Convinzione che rimane ferma fino a una sera in cui l’amico e vicino di casa Matteo Dainese (aka Il Cane, ex batterista di Jitterbugs e Ulan Bator, fondatore della Matteite Records) le ascolta, quasi per caso. Da lí nasce la collaborazione che porterà a Magadasca, primo disco della cantautrice. Inizia un tour che vedrà la collaborazione di Stefano Pasutto (Tre Allegri Ragazzi Morti, Man On Wire) alla chitarra elettrica. Nel frattempo Lavinia si è trasferita a Milano per frequentare il corso di economia dell’arte presente in Bocconi, dove attualmente studia, curando la direzione musicale della radio universitaria e continuando a suonare sia con il suo progetto solista, sia con i Nobody Cried For Dinosaurs, band indie rock milanese che l’ha adottata da poco tra i suoi ranghi. Nuove canzoni sono in arrivo.

– Facebook: http://www.facebook.com/pages/Lavinia/169448303092756
– Bandcamp: http://laviniapuntoesclamativo.bandcamp.com/

Reviews

 

“(…) Dieci tracce col punto esclamativo a cornice di uno specchio sull’adolescenza che fugge, vocalità ancora acerba ma doti e stoffa che si intuiscono tra le righe, nell’interpretazione, nel delineare a pastello vividi tratti di realtà coetanea. Arpeggi morbidi di chitarra acustica, giochi di glockenspiel folkpop, raddoppi vocali: Sempreverde intensa e scorrevole, già dice cosa aspettarsi.

E subito una cover destrutturata per quanto fosse possibile agire ancora, Anyone else but you dei Moldy Peaches tradotta in italiano con Juno, leggera e contagiosa (cfr. Le-Li, Les Manges Tout) sempre con Matteino nel dialogo: “la tua auto ormai parla di me, ci trovi un po’ di tutto, dvd mp3″… Non lo so assume toni più complessi e intensi rispetto la minimale tessitura precedente, nell’avviluppo strumentale e nel loop degli arrangiamenti -con il violino di Violetta Lucia in evidenza- le Pony Up sono a un tiro di schioppo, mentre Labirinto è forse l’episodio migliore del lotto, un gran refrain a emendare il vago sospiro oratoriale della strofa, una facilità di simbiosi tra parole e suono che abbiamo già ascoltato da Van Houtens, e Il piccolo principe si addentra nel baby rock, di quelle favole che si twittano ai bambini prima di dormire.

L’ombra di una cometa grave d’arco, “il black out di Dio” nasconde le stelle per una sera, il gran drumming di Dainese e i cori fanno il resto per colorare il pezzo come quegli albi nelle vecchie cartolerie; Mani vicine non fa che confermare il buon lavoro retrostante e preparatorio, “concettuale” direi nella vestizione del disco, la voce di Lavinia non tradisce i suoi diciannove anni sopra una struttura adulta, non è toy pop nè twee. Rush finale con Quest’arte morirà, titolo doppiamente impegnativo, il clarinetto rigoglioso di D’Agostin e gli “occhi di una superstar della radio” veloce di sogni e consapevolezze da sfrondare, segue Due matti a ricorrere il tema dalla cover di Juno, un rapporto apparentemente improponibile sotto lo sguardo puntuto di “dentisti in BMW”, evidente che la scrittura è ancora adolescenziale e quindi c’è da attendersi uno scatto in questa direzione e l’esito elettrico maturo potrà aiutare.

Chiude Al diavolo l’anima, piccolo calembour abbastanza riempitivo nei poco sensati cinque minuti, ma non inficia assolutamente gli effetti di quella che è già più di una promessa, incastonata in un team di lavoro adeguato ed efficace made in Friuli.” ItalianEmbassy

 

“Cantautrice udinese, Lavinia, è, come dire, quella che nel suo tempo libero passa a fare qualche trasmissione indie rock con i suoi amici a Radio Onde Furlane, oppure la becchi a qualche concerto, dall’homepage festival del Cormôr, agli eventi de La Tempesta dei TARM.

E poi scopri che scrive canzoni e realizza pure un disco: Madagasca è nato negli ultimi mesi in seno alle Matteite Records di Matteo Dainese. Ma non solo, a questo debutto ci hanno lavorato altri personaggi noti della scena indie friulana quali Enrico Molteni, Lucia Gasti, Stefano Pasutto, Matteo Nimis, Roberto D’Agostin, Simone Sant, e Federico Mansutti.

E così la musica adolescenziale e molto naif di Lavinia si colora di arrangiamenti coinvolgenti come il gioco di suoni dell’iniziale Sempreverde, o la love-song tenue-tenue a due voci, di Juno. Tutto molto dolce e delicato, con quel gusto adolescenziale alla TARM di un tempo, e mi piace in proposito il richiamo all’uomo nero di Non lo so. Ha quel tocco intellettualoide alla Donà che ti compare davanti ascoltandoti Il piccolo principe, oppure quel richiamo onirico alla Flaming Lips di Mani vicine. E poi a me piacciono le chitarre dinamiche di Quest’arte morirà, che ti travolgono in modo raffinato (?).

Ci sono tanti sogni, tanta poesia, tanta delicatezza in questo primo disco di Lavinia, cantautrice naif per chi ha abbastanza sensibilità da fermarsi ad ascoltare. Credo sia un buon debutto ed è pure ammirevole che tutta questa squadra di musicisti abbia voluto credere in lei, riempiendo le sue canzoni di suoni onirici e atmosfere surreali. Si, fatela scrivere, cantare, sognare, da questa delicatezza naif non può che nascere qualcosa di buono… ”  Musicologi

Drink To Me

Drink To Me

(it) Considerati dalla stampa specializzata come una delle band più interessanti del panorama indipendente italiano, tornano ora i Drink To Me con un nuovo e attesissimo lavoro, a distanza di due anni da “Brazil”. Nel loro “S”, i Drink To Me (ora tornati ad essere un quartetto) dimostrano una volta in più di non essere per nulla appagati, proseguendo incessanti nel loro percorso stilistico in continua evoluzione, fatto di incroci di batterie, synth e bassi pulsanti.

Musica per orecchie esigenti e instancabili, che non si accontentano soltanto di suoni accattivanti, ma cercano un’idea, una sensibilità, uno stile. Il risultato sono dieci tracce eclettiche, fresche e internazionali.

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(en) Active since 2002 Drink To Me have released 4 DIY EPs, 3 albums and a 7”.

Their official debut album (Don’t Panic, Go Organic – 2008, Midfinger Records) was recorded in London and mixed by Andy Savours (Blonde Redhead, Yeah Yeah Yeahs, The Killers, The Horrors).

The second one, Brazil, was released in 2010, following their signing to one of Italy’s premier independent labels, UNHIP Records. Alessio Natalizia (Banjo or Freakout, Walls, Disco Drive) produced most of the tracks on the album, and also co-wrote a couple of them.

The last one, titled “S”, is their masterpiece. During the last years the band changed its sound, putting the rock matrix in the background, and letting the electronic side take over with kraut-minimalist repetition and rhythm sections tasting Brazil and West Africa. “S” contains an original mixture of tribalism, black music, psychedelia and a honest pop attitude. They dropped guitars and built harmonic walls of samples and synthesizers. Deep low frequenciens and interlocking beat patterns sorround a freely developing singing.

They’ve since toured all over Italy, playing about 200 shows (and celebrating their 100th concert as support for Editors in Turin). Their shows are powerful, irresistible and spontaneous: a punch in your stomach to make you smile!

Facebook: http://www.facebook.com/drinktome

Website: http://www.drinktome.net/

Reviews

“Una storia fatta di passi lunghi e decisivi, quella dei torinesi Drink To Me. Nel 2010 lodavamo la pregevole mistura di Liars, afrobeat, kraut, psichedelia di un Brazil che rispetto a un esordio più interlocutorio guadagnava punti e ora il suo successore ci spinge ad avventurarci ancora più lontano. E il bagaglio non è dei più leggeri, visto e considerato che S riprende in parte le istanze del precedente lavoro (soprattutto gli onirismi à la Animal Collective) svestendole degli accorgimenti più tribal-post punk per fare posto ai sintetizzatori.

Operazione a rischio banalizzazione se ci pensate, visti i tempi dominati da un’estetica korgiana ormai onnipresente e quasi mai sfruttata a dovere. E invece il combo arriva a una definizione di un suono avvincente, tarato al millesimo, multisfaccettato ma coerente, a sancire così un’identità perfettamente in linea con il contemporaneo: la ridondanza di M.I.A sul clapping dell’iniziale Henry Miller, gli Of Montreal/Field Music di una Picture Of The Sun ideale singolo, il Sufjan Stevens psichedelico di The Elevator, l’electro dei nostrani Aucan in Dig A Hole With A Needle.

A tutto questo si aggiunga un’attitudine pop da grande band, in generale più esposta rispetto agli esordi, ma anche capace di farsi scoprire con la dovuta calma in un disco che nei suoni è un sbronza colossale e da quelli chiede di partire. Armonie vocali e linee melodiche pompate da una produzione dispersa in un caleidoscopio di timbri e colori: eppure svestitelo, questo S, e vi accorgerete che tutto funziona anche senza bisogno di additivi. E non è questo, forse, il miglior complimento che si possa fare alla terza fatica dei Drink To Me?” Sentireascoltare

 

 

Shiva Racket

Shiva Racket

Gli Shiva Racket sono Francesco Orcese e Simone Pavan dei Likely Lads, Giovani Rabuffetti degli Skinniboys & Fabrizio Strada dei Bile Noir.  Uniti dall’ amore per il Grunge e per gli anni 90, danno vita nel 2011 al progetto con l’intento di affiancare queste sonorità a quelle degli anni ’00.

In questo primo anno di vita hanno già avuto modo di esibirsi in numerosi live dentro e fuori Milano, facendo anche da spalla a band internazionali come S.C.U.M. e Band Of Skulls.
Si sono da poco aggiudicati anche uno slot al leggendario Cavern Club di Liverpool per L’International Pop Overthrow Music Festival.

– Facebook:http://www.facebook.com/pages/Shiva-Racket/100195556750226

– SoundCloud:http://soundcloud.com/shivaracket/

The Remington

The Remington

“Ecco cosa succede quando scopri l’America: ti ritrovi con un paio di amici a divorare come un farcitissimo burrito tutta quella georgafia musicale che va dalla West Coast 60s fino al Paisley Underground, dal Blues torrido degli Stones di Sticky Fingers fino ai raggi cosmici dei Byrds di 5th Dimension. Normale amministrazione se nasci yankee, meno “normale” se nasci a Milano. I Remington fanno parte della seconda categoria: partendo dalle singole e diversificate esperienze dei componenti, si riuniscono sotto un ombrello comune, quello che li ripara dalla pioggia inquinata del capoluogo lombardo, e li espone alla “Rain Parade” ben più colorata del loro “pallino” sonoro. Sono recentemente approdati al debutto discografico su 7”.”
“I Remington sono i fratelli Lorenzo e Niccolò Fornabaio rispettivamente chitarra-voce e batteria, con Michele Comi al basso”

– Facebook: http://www.facebook.com/remingtontheband

– BandCamp: http://theremington.bandcamp.com/

 

Reviews

 

“Un 45 giri imperdibile per tutti gli amanti del più classico folk rock americano e del paisley sound degli anni Ottanta. I Remington esordiscono con “Untitled n. 2″ e “Shame On You”, due brani pubblicati su vinile formato 7″ da Tre Accordi Records.
Il gruppo – composto dai fratelli Fornabaio (Lorenzo: voce e chitarra, Niccolò: batteria) e Michele Comi (basso) – pur ispirandosi a sonorità del passato, si contraddistingue per un songwriting fresco, personale, mai scontato.
Grazie a numerosi concerti nei circuiti alternativi e date di spalla a nomi importanti del genere come Dan Stuart (voce e chitarra dei Green On Red), iRemington possono già contare su un piccolo ma compatto e fedele seguito negli ambienti underground.”  Tre Accordi Records

“Hey hey, my my… Rock and roll can never die.

I Remington esordiscono nel più classico dei modi, pubblicando un 45 giri con due canzoni: Untitled n.2 sul lato A e Shame On You sul lato B. Altrettanto classico è il suono della band: folk rock, paisley sound, alt country… Musica americana.

Lorenzo – voce e chitarra, suo fratello Niccolò – batteria, e Michele – basso, hanno come punti di riferimento gruppi degli anni Sessanta come i Byrds, il southern rock del decennio successivo, poi Tom Petty, Green On Red e, arrivando a questo XXI secolo, Wilco.

Ma il vero punto di forza dei Remington sono proprio le canzoni: eleganti, pop, mai prevedibili o scontate. È una band che conosce bene il passato, la storia del rock, ma non si limita a riproporne i cliché. Anzi, i Remington vivono il presente e guardano al futuro.

Il singolo di debutto dei Remington è stato registrato e mixato da Piero Villa e Gian Luca Romele allo studio Rumorebianco, nel cuore della Valcamonica. Prodotte dallo stesso Romele, Untitled n.2 e Shame On You sono pubblicate sia in formato digitale che su vinile da Tre Accordi Records. La scelta di uscire con un 7″ non è né passatista né dettata dal ritorno trendy del vinile. Semplicemente, è il miglior biglietto da visita possibile. Lorenzo, Niccolò e Michele suonano esattamente così, anche dal vivo.

Niente fronzoli in studio, niente fronzoli sul palco. Solida sezione ritmica, grandi riff di chitarra, grandi melodie, grandi canzoni. IRemington ti raccolgono su una strada di Milano e ti portano lontano, sulla costa californiana e nei deserti di Texas e Arizona.

Come canta Neil Young, my my, hey hey, rock and roll is here to stay…” Troublezine

 

Edipo

Edipo

EDIPO e’ un’artista in continua evoluzione ma con un obiettivo costante: fare musica Pop. E’ come affascinato dall’apparente semplicità di creare il ritornello perfetto, arte che è forse la piu’ difficile dell’ambito musicale. Per fare cio’ alla base delle sue canzoni c’è sempre un minuzioso lavoro di ricerca nella stesura dei testi. Pungente e dotato di un non comune dono della sintesi riesce a fotografare la sua vita e la societa’ in poche ma efficaci battute.
Dopo aver conquistato il consenso univoco della critica con il suo primo lavoro solista Hanno ragione i topi , il musicista gardesano si e’ messo subito al lavoro per il suo secondo disco, Bacio Battaglia, in uscita sempre per Foolica Records all’inizio del 2012.
Anche nel nuovo album Edipo, al secolo Fausto Zanardelli, produttore musicale di lavoro, Bastian Contario per attitudine, gioca con i sintetizzatori e gli strumenti piu’ classici per cercare un’amalgama di suoni su cui srotolare le sue canzoni.
Nonostante la particolarita’ dei punti di riferimento, nelle canzoni di Edipo si ritrova un gusto tutto italiano, classico dei cantautori dei fine settanta, unito e contrastato da quella schiettezza e quell’uso della metrica di chi ha fatto propri i dettami della musica hip hop e li riutilizza decontestualizzandoli, facendo un abile uso di una voce dai toni singolari.
Un poeta contemporaneo che ha molto caro il tema della solitudine. Divertente e sempre molto intelligente nei testi, colpisce subito ma se si scava nel profondo, le sorprese sono sempre di piu’.

– Facebook: http://www.facebook.com/pages/EDIPO/253983461113

Reviews

“Bravo a scrivere, ma soprattutto bravo a interpretare con una certa lungimiranza un indiemondo nostrano con le sue regole e i suoi dazi da pagare. Idroscalo rappresenta, in questo senso, il sunto ideale: quale miglior occasione per imporsi sulla “scena” di un brano che motteggia senza pietà la “scena” stessa? Con un MIAMI (festival organizzato dal portale rockit.it) che diventa la scusa per svelare altarini e degenerazioni modaiole di un universo a sé stante a suon di “Non andrò al Miami perché ho già saputo / che ci va un’altra band simile alla mia / ma loro sono più magri” o “Non andrò al Miami anche se questo inverno / in un locale che è gestito da un mio amico / una volta ho aperto Dente”.” Sentireascoltare

“Se fossimo in un Paese intelligente ed autoironico il fenomeno di massa degli anni ’10 non sarebbero I Cani ma Fausto Zanardelli, in arte Edipo; con Bacio Battaglia infatti conferma tutte le ottime premesse dell’esordio Hanno ragione i topi (datato 2010) ed anzi costruisce un album che non le manda a dire, un disco che riesce sia a far canticchiare sia a far riflettere. Il tutto condito con abbondanti dosi di cinismo (che non guasta mai).” Shiver Webzine

A Night Like This Festival | Aspettando il 21 Luglio 2012

Il 21 luglio 2012 avrà luogo la prima edizione del festival di musica indipendente A Night Like This.

Nella bellissima cornice naturale di Chiaverano, alle porte di Ivrea e pochi chilometri da Torino, un evento musicale che coinvolgerà artisti più affermati affiancati a realtà indipendenti.

L’Associazione A Night Like This vuole presentarvi in anteprima alcuni di questi gruppi per darvi un piccolo assaggio di quel che sarà la proposta musicale emergente.

Venerdì 16 Marzo 2012, alla Sacrestia in Via Conchetta 20 a Milano, si esibiranno quindi:

// Girless & The Orphan (http://anightlikethisfestival.com/girless-and-the-orphan/) con il loro connubio tra punk e folk, perchè volevano scrivere delle ballad acustiche ma poi si sono incazzati nel mezzo!

// The Remington (http://www.facebook.com/remingtontheband) che hanno l’america folk blues nel sangue, l’energia rock ‘n’ roll primordiale e i viaggi più lisergici di byrds e cream

// Croco (http://anightlikethisfestival.com/croco/) da ivrea melodie gentili e pacate sonorità lofi

// Last Men On The Moon (http://www.facebook.com/lastmenonthemoon/) dalla luna con un post-rock atmosferico, contemplano l’acqua scorrere sulla terra mentre ascoltano i kyuss… per questa sera, in versione acustica: in orbita ad occhi chiusi

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//Mattia Capelletti DjSet

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La Sacrestia, Via Conchetta 20 – Ingresso Gratuito

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evento prodotto da WhenMusicAttacks
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