Be Forest

Be Forest

New Wave / Shoegaze

I Be Forest provengono della east coast nostrana, dalla ricchissima scena di Pesaro per l’esattezza. Echochitarre al delay, basso atmosphere, voce calda e cupa allo stesso tempo, sussurrata, presente / assente quanto basta, ritmiche serrate e minimali, tutti e tre in piedi.
A colpire dritto al cuore e’ il loro approccio diretto e senza fronzoli, l’educazione, l’urgenza, la consapevolezza.

Be Forest is the surprise we’ve been expecting for a long time, the connection between our lost melodies and the freshness of the raw purity. They play a cool-dreamy-ambient-wave that springs out from their melodies as if it was the most natural thing. That’s why they just sound like Be Forest: fresh, nostalgic, direct, pure, cold, naive, groovy

– Facebook:  http://www.facebook.com/beforest3

-WWNBB Collective:  http://www.wwnbb.net/artists/beforest/

Reviews

“Dark, new wave, shoegaze, dream-pop vanno a comporre una miscela che riesce nell’arduo tentativo di risultare costantemente affascinante e oscura, congelando il tutto in un’atmosfera asettica costruita riverbero su riverbero, mentre un’eco celestiale in lontananza ci guida lungo il sentiero incerto della foresta. Sì, quella foresta che però, in fondo, non è poi davvero quella. Perché i be forest, partendo dai contorni esili e sfuocati degli alberi immortalati nell’80, sanno abbandonare con padronanza il sentiero tracciato dai maestri volgendo continuamente lo sguardo altrove, fino a disegnare nuove forme che sanno porsi sulla linea di confine fra passato e presente in modo sempre convincente.” Federico Anelli / Shiver Webzine

“Riverberi, bassi tirati, voci mixate dentro, atmosfere cupe&rarefatte, eleganza&spleen, urgenza&attitudine, ovvero la new wave di stampo classico riproposta ai giorni nostri. I numi tutelari, i dischi di riferimento, gli ascolti ossessivi sono ovviamente i Cure (d’altronde il richiamo è palese fin dal nome), ma anche e soprattutto Cocteau Twins e Cranes. Niente di nuovo, lo sappiamo, ma tutto fatto come si deve, e soprattutto con gusto, con molto gusto. Per dire, “Wild Brain” e “Dust” sono i pezzi mancanti di quel gioiellino che è stato l’esordio dei The XX. Ci siamo capiti insomma: 2 ragazze e 1 ragazzo, giovanissimi, dalla provincia profonda, da una cittadina che è come uno sputo di cemento in riva al mare, che confezionano 9 tracce che ti scivolano sottopelle, ipnotiche, onde concentriche che si rifrangono nei tuoi pensieri, amplificando ricordi, risvegliando sensazioni assopite.” Rockit

Starcontrol

 

Starcontrol

Post Punk / New Wave

Gli Starcontrol sono una band il cui genere, ibrido di sonorità new wave, richiami post-punk, eighties e indie contemporanee, è stato definito da alcuni “spleen wave”. La loro musica è la malinconia di un pomeriggio d’estate infinito e sospeso nel blu, un’impellenza punk procrastinata per l’ora del tè, un ricordo di notti passate a rubare pannocchie con gli amici, il male di vivere che ti siede di fronte in una stanza vuota alla luce di una lampadina, il tentativo di riportare indietro le cose perdute, una speranza.
All’attivo hanno un omonimo E.P. di sette pezzi e una gran quantità di concerti live, principalmente tra Milano e brianza.

– Facebook: facebook.com/starcontrol.band

– SoundCloud: soundcloud.com/starcontrol

 

Reviews

“STARCONTROL ep (2011, autoprodotto)
“the void” ad aprire fa subito capire il mood dell’intero lavoro, darkwave molto anni ’80 miscelata con la frenesia del presente; la voce di Davide si lega al basso cavernoso e chitarra che cita certe epicità alla SISTER OF MERCY (i primi), fino ad esplodere in un overdose di synth da paura! se non eri contento del primo pezzo ecco subito “night & fire” (la mia preferita) che inizia fra le nebbie tribali stile VIRGIN PRUNES (ok meno spigolose però) e poi va verso un lirismo-chitarrismo molto jangle-pop ma anche molto BLOC PARTY… insomma pezzone! non contento? ecco “feel x” il singolone! e che pezzo! l’attacco è fenomenale: la drum-machine non da tregua e la chitarra MISSIONitica che sprizza energia da tutti i pori per poi dare spazio al basso cavernosissimo molto coldwave! “intuition” è il colpo d’assestamento: gli STARCONTROL danno una ripassata (sempre rimanendo nel mood darkettoso) a certi suoni indie, e sto pezzo sa un casino di REM in periodo MURMUR ma frullati con gli INTERPOL (l’immagine di Peter Buck che suona con la band newyorkese mi provoca…). Ritmi funerei, basso alla MAROCCOLO primi LITFIBA è “bruising” che con il suo incedere marziale (ma non troppo) fa sentire le ottime doti tecniche del terzetto. I SYSTER OF MERCY (i secondi) e il goth rock epico ritornano con “colorado springs” mentre “useless” è l’ultima scarica adrenalinica fra post-punk alla JOY DIVISION e coldwave alla ASYLUM PARTY! bellissimo ep/mini-album/album/quellocheè. Forse chi non ama certe atmosfere plumbee storcerà il naso, ma io vedo un ottimo lavoro, omogeneo pur divagando fra varie citazioni. Insomma sono giovani, bravi e sanno scrivere canzoni! il tempo li metterà alla prova.”
DEAD LETTER OFFICE

L'orso

L'orso

Twee Folk

L’orso è un paesaggio.
L’orso è quel paesaggio che attraversi in bicicletta quando dal paese ti dirigi verso la città.
E’ un’idea colorata e musicata da un collettivo in continuo divenire, guidato da Mattia Barro (voce, chitarra, testi e canzoni), di Ivrea, la Piccola Città delle macchine da scrivere e da Tommaso Spinelli (basso e voce), di Milano, la Grande Città delle periferie centrali.

Ad accompagnarli nelle musiche anche da Christian Tonda (chitarre tastiera), Davide Lelli (tromba), Gaia D’Arrigo (archi e archetti), Matteo Romagnoli (pulsanti e bottoni), Giulio Scarano (batteria) e Alberto Bebo Guidetti (produzione);  alle immagini e alle matite invec Federica Orlati (teatrini di carta e paesaggi), Chiara Esposito (fotocamere e cuori), Giordano Poloni (illustrazioni e pastelli), Silvia Mangosio (matite e visi).

Dopo una prima uscita discografica autoprodotta a febbraio 2011, L’adolescente EP, escono con Garrincha Dischi all’interno delle compilation Il Cantanovanta ed Il Calendisco e con il loro secondo EP, La provincia.

– Facebook:  http://www.facebook.com/lorsoband

– BandCamp: http://garrinchadischi.bandcamp.com/album/la-provincia-ep

 

Reviews

“La Provincia è il significativo titolo scelto per un lavoro che vuole ritrarre il cammino di quell‘Adolescente uscito dal torpore della piccola città per avviarsi alle delusioni della metropoli. E come quel giovane, è lo stesso collettivo “in divenire” ad essere cresciuto, e a mostrarsi oggi (positivamente) maturato.

Bastano 15 minuti perchè Barro e compagni ci regalino diapositive di vita vissuta attraverso la scrittura originale e ricercata che avevamo già conosciuto in passato: un autobiografismo che tocca l’esasperazione nel momento in cui si dimostra tuttavia puntualmente capace di comunicare qualcosa di “universale”.

La conquistata maturità si esprime anche a livello musicale attraverso il caleidoscopio di generi ed atmosfere che vengono convogliati in direzione di un pop d’autore malinconico e leggero la cui impronta risulta alla fin fine inconfondibile.” Eyeon

La Provincia (Garrincha Dischi, dicembre 2011) é la riconferma di tutto ciò che di buono si é sentito nell’EP precedente. Stavolta ci sono alcune novità: le percussioni, le chitarre più elettriche rispetto all’esordio, i fiati. Il risultato in generale é assolutamente piacevole, ma viene un po’ persa l’ingenuità e la spensieratezza dell’esordio.

Scelta comunque necessaria, almeno per evitare di ripetere la formula del primo extended play. I pezzi sono tutti comunque di altissima qualità: segnalo Avere Ventanni e Quanto Lontano Abiti?, decisamente le vette di questo altro ottimo EP. ” PhotosMusicReviewsArt

Le Fric d'Afrique

Le Fric d'Afrique

World Music

Attivi ormai da un decennio, le fric d’afrique nascono dal vivo, presentando un repertorio di “pezzi del cuore” in concerti, iniziative sociali, matrimoni e feste.
Nel luglio 2005 esce il primo CD con 8 brani originali e inediti, “le fric d’afrique”. Le storie, i viaggi, le emozioni e i ricordi portano alla necessità di scrivere. Così in questa prima uscita discografica, autoprodotta, lo stile musicale eclettico dei Le Fric d’Afrique, si arricchisce della parola.
Di aprile 2010 e’ la nuova uscita discografica dei Le Fric d’Afrique, “Dora”. Dieci brani in cui l’etno-folk del gruppo si raffina ulteriormente, e in cui i testi parlano di persone, luoghi, sentimenti, e di questo angolo di terra in cui sembra che il mondo abbia deciso di entrare come un fiume in piena.

– Facebook:  https://www.facebook.com/pages/Le-fric-dafrique/108681552499964

– Myspace:  http://www.myspace.com/lefricdafrique

a day in the life

Un saluto dalla combriccola di organizzatori che si sta occupando di mettere in piedi questo festival.
Con questo post, che vorrebbe essere solo il primo di tanti, vogliamo condividere con voi le esperienze e le impressioni che viviamo “dietro le quinte” nel nostro percorso di pianificazione del festival. Ci piace l’idea di rendervi partecipi, troviamo possa essere interessante e ci piacerebbe anche ricevere dai lettori suggerimenti e idee anche magari per risolvere qualche specifico problema tra i tanti che si presentano :)

Il giorno è mercoledì 25 gennaio, e una serie di nuove questioni che si sono presentate da affrontare sul posto ci mettono a bordo di un macinino ( una Peugeot 106 del 1995) in una fredda ma limpida mattina d’inverno, col terremoto, lo sciopero e il rischio di non trovare benzina, alla volta del casello di Ivrea per raggiungere poi a Chiaverano il campo sportivo che con le strutture ad esso adiacenti ospiterà il nostro festival.

Qui ad attenderci, come tante altre volte nel corso delle nostre trasferte degli ultimi 5 mesi, il Sindaco Maurizio Fiorentini, l’Assessore alla Cultura e allo Sport Maurizio Tentarelli e Federico della Locanda Del Panigaccio, il nostro più valido e importante partner in quanto prima e principale realtà locale ad aver avuto il coraggio di sostenere la nostra idea.

Si è partiti con un sopralluogo di rito dello spazio scelto per il festival, discutendo la collocazione di palchi, espositori, tavoli dei punti ristoro, ingressi e aperture di emergenza. Anche perchè è bello poi ogni volta chiudere gli occhi ed immaginarsi tutto questo come sarà in vita il giorno dell’evento.

Piazza Ombre: la Struttura Polifunzionale

La colazione è dedicata a discutere la collocazione della nuova data: la concomitanza con il concerto dei Cure a Milano ci costringe ad escludere quella precedentemente indicata del 7 luglio.
Valutando tutti assieme gli incastri con i vari festival, manifestazioni musicali indipendenti, sagre ed eventi locali, la decisione è di spostarsi a Sabato 21 Luglio.

Mettiamo in moto le auto (ma il posto è raggiungibile, dalla location, in 15 minuti a piedi) per andare a vedere una delle aree che verranno adibite al campeggio.

una delle aree da destinare al camping

Visitiamo questo spazio, spoglio e avvolto da una luce invernale, immaginandolo alla luce dell’estate quando permetterà a tutti di rimanere a godere i concerti e poi il djset, senza preoccupazioni per il ritorno a casa in notturna: l’area attrezzata a camping è adatta ad accogliere fino a 200 tende e si trova a pochi passi dalla riva del lago Sirio, che cogliamo l’occasione per visitare da vicino per la prima volta.
Alimentato da fonti sotterranee, si tratta di uno specchio d’acqua limpida con le sponde curate che sarebbero perfetta cornice di video ed esibizioni acustiche.

piattaforma sul lago

A pranzo ci spostiamo ad Ivrea, che ci accoglie nel pieno dei preparativi per il caratteristico carnevale : un salto in pizzeria e poi una visita ad un bed&breakfast nella città, che funge anche da referente per altre strutture di ospitalità n tutto il canavese, da ostelli ad alberghi di lusso – l’intento è coordinare e render disponibili qui sul sito tutte le informazioni sulle migliori sistemazioni alternative al camping.

Da Ivrea si riparte per Milano alle 3 del pomeriggio, e la giornata si conclude con un unica nota negativa: il peugeot, evidentemente offeso per la scarsa considerazione dimostrata nei suoi confronti fino a quel momento, decide di non voler più inserire la quinta e ci costringe ad un viaggio di ritorno in autostrada in quarta a 90km/h.

To be continued

Foxhound

Foxhound-wood

Foxhound 

PostPunk/Indie

“Potremmo spacciarli per un gruppo inglese. O tedesco. O australiano.
Ma non lo faremo.
Vuoi perché loro ci pensano da soli; vuoi perché in fondo non gliene importa molto.
I Foxhound sono quattro ragazzi di diciannove anni, che alla loro età ne hanno trenta.
Sono quattro musicisti stranieri con cittadinanza italiana.
Un live senza compromessi, che attraversa a sguardo fisso il mare di gruppi emergenti, puntando
altrove, oltre confine, attraversandolo e arrivando a dimostrarci che si può essere stranieri in
mezzo ai nostri simili senza rischiare di affogare.
I Foxhound ci ricordano soprattutto che si può fare a meno di classif icare in categorie di sorta tutto
ciò che raggiunge il nostro orecchio.
Potremmo inventarci storie, ma non lo faremo.
Ascoltateli, poi pensateci voi. ”  Ancheno

Reviews

“Vi dico solo che la prima volta che li ho visti dal vivo ho creduto di assistere ad uno di quei concerti dove gli
headliner li mettono all’inizio, così i lavoratori poi vanno a dormire tranquilli e i beoni restano a far festa.
Sono sicuri sul palco, le voci ben armonizzate, un gran tiro e una media anagrafica che galleggia sui 19.
Da un gruppo così potrebbe uscire di tutto.” Rockit

“Sono una delle scommesse più belle e coraggiose, da tenere stretta per l’anno alle porte. L’anatroccolo che si prepara a diventare cigno, una capacità compositiva fresca e schizofrenica, macchiata da colori e precise idee di melodia, sintomo dell’avere appena ventanni a testa. Un’altra manciata di canzoni così può dare loro il la verso un futuro tutto da scoprire.” Marcello Farno

– Facebook:  http://www.facebook.com/foxhoundfoxhound

LUMEN

Lumen

Elettropop / Indie

Vecchie drum machine dall’illustre passato, synth nervosi, chitarre e voci lontane che ricordano quanto sia breve il nostro tempo e quanto malinconici sono gli addii. Incalzati dalla componente più elettronica della new wave, i Lumen danno vita ad un electro pop insolito e sperimentale, venato di indie e scandito da atmosfere incerte.

– Facebook: http://www.facebook.com/Lumenmusic

– Bandcamp: http://lumenmusic.bandcamp.com

– Download: http://soundcloud.com/dlso/lumen-tutto-quel-che-hai/download

Reviews

“La scelta di cantare in italiano è coraggiosa, farlo con i ritmi della NEW WAVE lo è doppiamente. “…balla pure quanto vuoi, tanto presto sparirai.” canta il trio torinese in “Mondo Cieco“, pezzo dove il dancefloor incontra la musica da cameretta; come se GARBO fosse cresciuto a PHOENIX e STARFUSCKERS. […] Un po’ come Torino, ingabbiata in una rete urbana regolare e simmetrica, la musica dei LUMEN si muove fra linee e schemi, dando libero sfogo alla creatività.” Acidiviola

“Chi come me è riuscito a presenziare alla attesa data dei Cani a Torino (non tutti i pervenuti allo Spazio a quanto pare, il locale di via Cigna 211 ha registrato sold out poco prima che il concerto iniziasse) ha avuto la fortuna di imbattersi nei Lumen, gruppo emergente alle prese con un elettropop di matrice wave dal basso killer e dalle melodie incalzanti.

I tre, appena ventenni, rielaborano nel loro primo omonimo ep, scaricabile gratuitamente, gli stilemi della factory e degli eighties più cupi alla loro maniera, come ragazzi cresciuti con i vinili dei Wake in casa ma con Is This It? in loop nel loro stereo. ”  Paperstreet

“Capita a tutti di camminare per strada con l’iPod nelle orecchie e guardare la gente, le auto, i movimenti di tutti e far andare la musica, che rimbomba in testa, a sincrono con l’esterno.
Con l’EP lumen è esattamente l’opposto: è il mondo che si adegua alla musica. Come una colonna sonora ben riuscita, la musica dei Lumen solleva dalla regolare linearità dei pensieri e porta a scorrere tra melodia e tastiere. ”  HateTv

Pocket Chestnut

Pocket Chestnut

Pocket Chestnut

Indie Folk

Pocket Chestnut come la castagna tascabile, antico e fallibile rimedio campagnolo nella prevenzione anti-raffreddore.
Suonano un country-western modello Bright Eyes alternato con un rock a bassa pressione à la Sparklehorse/ Eels.

Adorano le strade polverose, annusano vecchi dischi di Rock Blues a 78 giri e riesumano giocattoli dimenticati negli angoli delle mansarde. In poco più di un anno d’attività, la band si è spinta dalla Sicilia (selezionati ad Ypsigrock 2010) alla Svizzera (in tour con Lonesome Southern Comfort Company).

Fortunatamente, l’escursione termica non ha fatto molti danni.  Il disco d’esordio “Bedroom Rock’n’Roll” è stato registrato nella quiete domestica tra Ere, Mortara, Monza, Milano e Fort Wayne, USA.

Dopo aver supportato il tour italiano del cantautore americano Sean McArdle, la band ha condiviso i palchi con Gang of Four, My Awesome Mixtape, Home, Julies’ Haircut, Magpie, Upsylon Acrux, Second Grace, Lonesome Southern Comfort Company, MADAM e molti altri.

Reviews

” Segnatevi questo nome, perché se c’è giustizia a questo mondo ne sentiremo parlare. Ok, avete ragione, non ne sentiremo parlare. Ma voi segnatevelo lo stesso e ascoltatevi quest’album, e nel vostro piccolo avrete fatto una cosa giusta. Ascoltatelo chiusi nella vostra cameretta, non solo perché lo dice il titolo, ma perché il titolo ha ragione. Questo è proprio rock’n’roll da cameretta, meglio se cameretta da giovane nerd che, sdraiato sul letto sotto il poster degli Eels, legge “Alta fedeltà” e si interroga sull’amore e le relative pene. ”  Rockit

“Mettersi in tasca qualche castagna non è mai stato così bello. È primavera ma ci sono le castagne quindi è autunno. Anzi no, no perchè sembra di essere in un film western ambientato in camera da letto. Slide guitars e sole al tramonto che illumina la bassa fedeltà di un gruppo di ragazzi che canta don’t give a shit and dive in love. Mi basta. Mi basta perchè è quello che ho sempre cercato di fare e che tutti dovrebbero fare. ” IndieForBunnies.com

 

Myspace http://www.myspace.com/pocketchestnut

Download di Bedroom Rock’n’roll, il primo disco http://www.mediafire.com/?j0njnzqynhw

The Telescopes

The Telescopes

The Telescopes

Chi segue Stephen Lawrie è di certo a conoscenza delle recenti novità che hanno riportato la cult band – attiva da fine anni ’80 – sulla cresta dell’onda,  citata come principale influenza da miriadi di gruppi della nuova scena shoegaze.

L’ultima news è che i Telescopes sono stati invitati dai Portishead a partecipare ad “I’ll Be Your Mirror”, evento da loro curato per ATP che a fine Luglio 2011 ha visto a Londra sul palco dell’Alexandra Palace anche Grinderman, PJ Harvey, Swans, The Books, Liars.

Da circa un anno Stephen Lawrie sta portando in giro in tutta Europa (assieme ai giovani One Unique Signal) un set che comprende l’intera tracklist di “Taste”, lo storico e indimenticato album che li ha immortalati nel 1989.

Il 28 Marzo 2011 è uscito su vinile per Static Charge / Genepool “Live. Aftertaste”, che documenta il pathos e l’intensità dei recenti live.In Aprile “Taste” è stato ristampato dalla Bomp!, assieme allo storico EP “The Perfect Needle”.

I Telescopes dedicheranno il resto del 2011 a proporre on stage i brani del repertorio fine anni ’80/inizio ’90, mentre il 2012 vedrà la band alle prese con nuovo materiale, in parte già registrato presso lo studio berlinese dei Brian Jonestown Massacre.

http://www.myspace.com/thetelescopes

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