Nobody Cried For Dinosaurs

nobody cried for dinosaurs

CHI SONO?
“Collettivo indie-pop con base a Milano”, per dirla con parole loro.

COSA SUONANO?
Un indie-pop sognante e spensierato, che fa della giovinezza la sua chiave di volta.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Nessuno ha pianto per i dinosauri, alla loro estinzione. A nessuno è importato. Come minimo sembra giusto omaggiarli assistendo a un concerto di chi fa notare questa ingiustizia.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
I Nobody Cried For Dinosaurs prendono il nome da un pensiero che può sembrare assurdo, eppure ha un fondamento: chi ha pianto per i dinosauri quando sono morti? Nessuno. E questo pensiero semplice quanto spiazzante si fa portavoce del loro stesso stile: sonorità semplici e allegre, un indie-pop scanzonato e beffardo in cui spunta ogni tanto a tradimento un’imprevedibile, troppo reale malinconia. Con questo spirito pubblicano nel 2013 Here Comes The Big Bang, il loro primo EP.

 

Il Terzo Istante

il terzo istante

 

CHI SONO?
Tre artisti nichilisti da Torino.

COSA SUONANO?
Musica provocatoria ad alt(r)a frequenza.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Perché sono un esempio intrigante e raffinato dell’Alternative Rock italiano.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ? 
Il Terzo Istante è un progetto musicale che nasce a Torino alla fine del novembre 2011 e vede come componenti Lorenzo De Masi (tastiere e voce), Fabio Casalegno (chitarra) e Carlo Bellavia (batteria). Fin dalla formazione la band si propone di organizzare la propria produzione musicale secondo criteri che garantiscano una maggiore flessibilità rispetto ai percorsi tradizionali. Da qui l’idea di produrre una serie di
EP, invece di concentrarsi sul formato album, in modo da permettere la pubblicazione continua di materiale e confezionare la propria musica all’interno di un prodotto più “maneggevole”. In un’ottica di flessibilità si inserisce anche il ricorso all’offerta libera, che la band adotta da sempre sia nell’ambito della vendita della propria musica, che in quello della partecipazione ai concerti.
L’EP d’esordio, “Come ti senti?”, viene prodotto in presa diretta strumentale a soli 3 mesi dalla formazione, e il video del singolo “Non sai”, lanciato il 2 aprile del 2012, rappresenta il debutto ufficiale della band. L’attività live conseguente all’uscita del disco si concretizza in una serie di date che li vede suonare in club prestigiosi come il Contestaccio di Roma e il Live Club di Trezzo sull’Adda (BG) e condividere il palco con artisti del calibro di Max Gazzè, Zibba, Il Disordine delle Cose e Guna (ex
Giuliodorme).
Per il secondo lavoro, l’EP “Forselandia”, la band decide di ricorrere al crowdfunding e lo fa avvalendosi della neonata ed italianissima piattaforma Musicraiser (www.musicraiser.com). La campagna, realizzata in collaborazione con ME.LA (www.associazionemela.com), si rivela un successo che vede il coinvolgimento di più di 70 finanziatori. “Forselandia”, anticipato nel marzo 2013 dal videoclip del singolo “Il Primo Difetto”, nasce sotto il segno della partecipazione e viene presentato dal vivo con numerosi concerti, tra i quali spiccano la partecipazione agli Mtv Digital Days 2013, e l’apertura agli Amari al Lapsus di Torino.
Il terzo EP “Rapporto allo specchio” è uscito nei primi mesi del 2014 ed è stato distribuito sia singolarmente, che abbinato ai due precedenti lavori, in una sorta di cofanetto, minimale, come da filosofia di gruppo.

The Yellow Traffic Light

Yellow Traffic Light

CHI SONO?
Quattro torinesi affamati di shoegaze

COSA SUONANO?
Psichedelia d’assalto, distorsioni infinite, riffoni pachidermici e fuzz a mitraglia

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Perché per il momento però le registrazioni dei quattro giovincelli non rendono ancora giustizia e il meglio lo danno dal vivo.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
The Yellow Traffic Light registrano il loro primo EP Home at least a marzo del 2013, con l’aiuto dell’amico Gianluca Sivieri degli Hollyhocks. Nel novembre 2013 si aggiungono alla band due componenti (Lorenzo Avataneo: chitarra e tastiere, Federico Mariani: chitarra tastiera). Il 21 settembre aprono all’Astoria di Torino il concerto della band inglese SPLASHH e partecipano al concorso Torino Sotterranea e ad OPEN STAGE, evento promosso da Flux Agency e Lapsus.  Da un anno ormai suonano per XANAX OFF, un evento nato nel basement dell’Astoria tre anni fa.
I nuovi brani, seppur ricordando i lavori passati, hanno acquistato maggiore compattezza sonora e varietà. Dopo la partecipazione ad Arezzo Wave, Angelo Viviani lascia la band per ragioni personali.
Suonano fondamentalmente rock psichedelico, ma nei loro pezzi non manca il gusto pop di inizio anni ’90.

THE SOFT MOON

The Soft Moon

CHI SONO?
Frontman del trio americano è il visionario tuttofare Luis Vasquez.

COSA SUONANO?
Sonorità post punk dal carattere cupo, ipnotico ed inquieto.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Se ve li siete persi in apertura dei Depeche Mode durante il loro ultimo tour europeo, questa è la vostra occasione. Se no sapete già perché venire.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
The Soft Moon,  guidati dal visionario compositore americano Luis Vasquez, vengono scelti come opening del tour 2014 dei Depeche Mode dopo l’uscita del loro secondo LP ZEROS. Scritto e registrato “on the road” – e stavolta supportato da una vera e propria band – ZEROS è un album a metà tra la New York dei Suicide e la Manchester più oscura marchiata Factory Records. Vasquez si conferma un figlio legittimissimo del post punk.
Ci sono stati dei cambiamenti dall’uscita nel 2010 dell’album d’esordio. Mentre l’omonimo album Soft Moon era stato registrato in totale solitudine e senza nessuna reale aspettativa, quasi come uno sfogo personale, i nuovi 10 brani che compongono ZEROS sono stati scritti e registrati on the road pensando a un ipotetico pubblico che li ascoltasse. Il suono di Soft Moon si è espanso, divenendo quello di una full band; ma i suoni, sebbene più curati e precisi (il produttore è Monte Vallier) sono sempre quelli orrorifici, onirici e primordiali che avevano segnato l’esordio Soft Moon.
ZEROES è un viaggio compatto e coerente, un’immersione nell’inconscio più nero, nell’oscurità più inquietante, ZEROES è un sogno in cui è possibile sentire la paura, l’angoscia, la nostra umanità più profonda e dolorosa. La forma canzone viene ormai del tutto abbandonata, e le singole tracce sono tasselli di un discorso più ampio, frammenti sonori di un immaginario sonoro e visivo ben preciso. Gli elementi del viaggio sono il krautrock, la dark wave, l’industrial e il punk.

Indianizer

indianizer

CHI SONO?
Sono due cugini pazzi: Rich (Foxhound) e Bill (Unconscious Trio).

COSA SUONANO?
Psychtropicalbeat: se non sai cos’è è colpa tua.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Per comprendere la realtà attraverso il suono della psichedelica. Controindicazioni: allucinazioni bucoliche.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Indianizer è un duo. O meglio, due personaggi complementari, che si guardano allo specchio e incontrano se stessi. Poi puliscono con precisione chirurgica gli occhiali allora le lenti si ingrandiscono e riflettono quello che c’è dentro.
È la percezione di un mondo aldilà dell’incenso, a cavallo di una Chevrolet rovente. L’estasi dell’ascensione si immerge in cascate di droni.
È come surfare su un tappeto di sabbia dal classicismo alla pulsione, attraversando vapori di tanpura.
Sono due cugini, Rich (Foxhound) e Bill (Unconscious Trio). Il loro EP d’esordio “Pandas”, prodotto ai Vera Studios, è in free download dal 23 marzo 2013.
A maggio invece esce “Establishment”, singolo che ha introdotto all’uscita del loro primo LP: “Jungle Beatnik” , album già pronto, registrato agli Chic Studios, durante cinque giorni di un’estate afosa e fumosa.

I DjSet di A Night Like This Festival 2014

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A concludere le dieci ore non-stop di musica saranno tre dei party più hard dello Stivale con le loro raffinate selezioni musicali.

Nel Palco Delle Colline, non appena finiti i live, ci penserà il MobbingParty di Torino a farvi shakerare anima e corpo: attenti a non rovesciare il cocktail sui vostri compagni di dancefloor.

Prova invece a farti un giro al Palco Dell’Esploratore e troverai lì i ragazzi del Game On, il party fluo più irriverente di Ivrea.

E nel Palco del Quieto Vivere? Ci pensa No Problems: party meneghino che vi farà twerkare portandovi direttamente nei peggiori ghetti d’Europa.

Johnny Fishborn

Johnny Fishborn
CHI È?
Il torinese Gionatan Scali, classe ’84.

COSA SUONA?
Un condensato di country-rock, blues e folk.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLO?
Perché riesce a musicare emozioni e storie in modo essenziale, diretto e convincente.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Johnny Fishborn registra il suo primo album, intitolato “River Brother Desert Lover“, tra il settembre 2011 e il gennaio 2012, pubblicandolo nel febbraio 2012 e presentandolo dal vivo il 22 febbraio 2012 al Blah Blah di Torino.
Il tour di promozione inizia nel marzo 2012, toccando Amsterdam, Strasburgo, Bruxelles e molte altre città. Dopo aver pubblicato in anteprima il suo nuovo singolo  “Summer Days” in esclusiva per Rockit , il 17 febbraio 2014 Johnny Fishborn rilascia il suo secondo album “Windmill Girl“.

Love The Unicorn

love the unicorn

CHI SONO?
Cinque ragazzi romani con il chill nel sangue.

COSA SUONANO?
Il loro genere è l’Indie Pop classico: quello che ascolti prima di andarti a fare un tuffo in mare.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Perché i loro pezzi ti ricorderanno le tue estati di gioventù fatte di amore, benessere e sport.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Love the Unicorn è un progetto nato a Saragozza dall’incontro tra Emiliano e Riccardo, in seguito chitarristi della band, davanti ad un piatto di tapas.
È a Roma che lentamente prende forma grazie al coinvolgimento di Marco, fratello minore di Emilano e voce e synth della band. Dopo l’arrivo di Francesco alla batteria e Raffaele al basso la band decide di fare tutto da se, registrando e producendo il proprio EP d’esordio Back To ’98, che darà modo alla formazione romana di farsi apprezzare grazie ad ottime risposte di pubblico e critica.
Il vero salto però è nel 2013, anno in cui i Love the Unicorn pubblicano Sports, uscito sotto il collettivo bolognese We Were Never Being Boring (Be Forest, Brothers in Law, A Classic Education) per l’Italia e sotto Dufflecoat Records (Alpaca Sports, Acid House Kings) per il Regno Unito, e il cui primo singolo, Toulouse, è stato premieranno su Rolling Stone. Il disco, fatto di chitarre minimali e synth eleganti, rappresenta al meglio la dimensione della band che racconta il proprio periodo di gioventù fatto di amore, benessere e sport. All’uscita è seguito un tour che ha portato la band in tutta Italia, e spesso dividendo il palco con band come SPLASHH, Summer Camp, Holograms e We Have Band. Il 16 Luglio la band ha registrato una live session per il sito britannico the405 che ha così definito il loro sound:
“Think early Phoenix and Nocturne-era Wild Nothing, then mix that up with some Washed Out-y breezes, and the xylophone-styled synth-work of Metronomy. It doesn’t matter which riviera you’re currently chilling on, these guys will definitely make everything better.”
L’ultima release dei LtU risale allo scorso Dicembre, quando Wired ha pubblicato “SPORTS“, un music-film realizzato con l’aiuto del film-maker bolognese Pietro Borzì (His Clancyness, Sin/Cos). Da Gennaio la band ha iniziato i lavori sul suo prossimo disco.

A U S T R A


CHI SONO?
La voce pazzesca di Katie Stelmanis e i suoi amici Maya, Dorian, Ryan, Sari & Romy. From Canada, with love.

COSA SUONANO?
Un electro pop a dir poco raffinato – e non potrebbe essere altrimenti, con una vocalist del genere.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Chi li ha sentiti dal vivo almeno una volta, non ha bisogno di sentire ulteriori ragioni. Per chi ancora non avesse avuto il piacere, possiamo solo dire che il loro live vi darà tutto quello che un live vi può dare: farà gioire le vostre orecchie (e i vostri occhi), vi farà emozionare e vi farà ballare. Ma, soprattutto, venite a sentirli perché sono incredibilmente bravi.

#anltascolta:

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Gli Austra, trio indie-electro canadese nato nel 2009 a Toronto, si forma attorno alla figura di Katie Stelmanis (voce e tastiere). A lei si uniranno la sua ex compagna della band Galaxy, Maya Postepski (batteria), il bassista degli Spiral Beach Dorian Wolf, Ryan Wonsiak (tastiere), Sari & Romy Lightman (seconda voce).
Katie Stelmanis ha una formazione classica: in lei questa confluenza di classica ed elettronica sono indissolubili. All’età di 10 anni entra nel Canadian Children’s Opera Chorus, dove cantava abitualmente per la prestigiosa compagnia canadese d’Opera. Una settimana prima dell’inizio della scuola la cantante prende però la decisione che influenzerà la sua carriera musicale: non andare al college, trovare un lavoro, risparmiare per cinque anni per fare poi il suo primo tour.
Spronata dal suo lavoro di produzione di colonne sonore per spettacoli teatrali locali, inizia ad immergersi nella musica elettronica. Nel 2008, dopo aver suonato con le Galaxy per tre anni, la Stelmanis pubblica il suo album di debutto da solista Join Us.
Tre anni dopo, con l’aggiunta di Postepski alla batteria, ex membro delle Galaxy, e di Wolf, ex bassista degli Spiral Beach, Austra è riuscita a realizzare Feel It Break, il loro album d’esordio.
Lo scorso giugno esce Olympia, che rappresenta per Austra l’album della trasformazione: il nuovo lavoro presenta un’evoluzione nel suono, nella struttura e nello stile del gruppo. È un album confessionale per la Stelmanis, come testimoniano i testi del primo singolo Home. Olympia, mixato da Damian Taylor (Bjork, The Prodigy, UNKLE), è un disco frizzante e vivace, pieno di suoni elettronici.

A PLACE TO BURY STRANGERS – ANNULLATO

Siamo molto dispiaciuti di dover annunciare che le date di A Place To Bury Strangers previste per quest’estate – inclusa quella del 19 Luglio ad  A NIGHT LIKE THIS festival di Chiaverano (Torino) – sono annullate a causa di impegni personali della band, che purtroppo non possono essere rimandati.
La band è dispiaciuta di comunicare la notizia, e sottolinea che è la prima volta che una casualità del genere gli impedisce di svolgere uno show.
Attualmente impegnati alla lavorazione del loro quarto album, gli A Place to Bury Strangers promettono di tornare al più presto in Italia, e si scusano con tutti i fan e gli organizzatori di quanto accaduto, per circostanze impreviste.