Sorriso Tigre

sorriso tigre
CHI SONO?
Trio batteria, basso, synth e campionatoti sotto l’ala di Cosmo, amico di vecchia data del festival.

COSA SUONANO?
Ritmi oscuri dalla foresta tropicale.

PERCHÈ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Hai mai visto una tigre sorridere? Beh è il momento giusto

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Sorriso Tigre è un trio batteria, basso, synth e campionatori. Provengono da anni di follie post punk e demenzialsperimentali sotto il nome di Moretti Killer. Poi si sono innamorati dell’elettronica, della black music, della ripetizione. La svolta nel sound che stavano intraprendendo è stata definitivamente portata a compimento dalla produzione di Marco Jacopo Bianchi (Cosmo, Drink to me), che ha prodotto, registrato e mixato il tutto. In una delle tracce il trio sperimenta un featuring rap allucinante con Gioacchino Turù, a testimonianza della vena folle e pronta a tutto. I tre si preparano a un nuovo percorso insomma, di cui le 8 tracce sono solo il punto d’inizio.

COSMO

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Cosmo

Cosmo (pseudonimo che nasconde Marco Bianchi dei Drink To Me) è il cantautore del futuro anteriore, nella sua musica gli stilemi tipici di certa canzone d’autore convivono con l’elettronica e la psichedelia. Non usa chitarre acustiche ma campionatori, sintetizzatori, batterie elettroniche e suoni generalmente confusi e potenti. Mischia Battisti con gli Animal Collective, Dan Deacon con Jovanotti, Gold Panda e Battiato, dando via a un frullato coloratissimo e dal gusto inedito.

Cosmo inizia laddove finisce “S” dei Drink To Me, con l’aggiunta di una componente più “estrema” a livello di produzione (estremamente pop, estremamente compressa, estremamente elettronica…).
Il suo primo album è “Disordine” è in uscita a maggio su 42 Records (I Cani, Colapesce, Criminal Jokers e tanti altri), anticipato dal singolo “Ho visto un Dio” presentato in anteprima su Radio2Rai.

Ma Cosmo già guarda avanti e non vede l’ora di calcare il palco con il suo show che unisce caos e divertimento. L’approccio è quello di un live elettronico: nessuno strumento, solo effetti e campionatori, tutto viene manipolato e modificato in tempo reale da Marco, voce compresa, come in questo video realizzato dal vivo per Wired (http://tv.wired.it/entertainment/2013/04/15/cosmo-la-sua-numeri-e-parole-live-dalla-sala-da-pranzo.html). Sul palco con lui non ci sarà una band, ma due ballerine. L’aspetto visuale sarà curato tanto quanto quello musicale e non mancheranno le sorprese. Quello di Cosmo non è un concerto qualsiasi ma una vera e propria festa dove conta solo lasciarsi andare. Non aspettatevi il solito live del gruppo indie, aspettatevi il delirio.

– Facebook https://www.facebook.com/cosmoitaly

Reviews

“Il sito del settimanale femminile Grazia lo ha già indicato tra le novità italiane da seguire con più attenzione e l’anteprima del singolo avvenuta su Radio Due Rai, all’interno del programma Babylon, ha generato una piccola corsa alla scoperta di questo nuovo progetto di Marco Jacopo Bianchi, già cantante e fondatore dei Drink To Me, qui alla prima prova con la lingua italiana.
“Ho visto un Dio” è più di un video di un singolo apripista, un vero e proprio manifesto programmatico che svela al pubblico le peculiarità e gli intenti di Cosmo: mettere a confronto il pop di qualità, le sonorità elettroniche più in voga e la tradizione musicale italiana.
Il video, girato da Gabriele Ottino per il collettivo Superbudda, rappresenta un’immersione nei tratti più psichedelici del pop di Cosmo. Il confine tra le realtà e le proiezioni è labilissimo.” Impatto Sonoro

“Ho visto un Dio” è più di un video di un singolo apripista, un vero e proprio manifesto programmatico che svela al pubblico le peculiarità e gli intenti di Cosmo: mettere a confronto il pop di qualità, le sonorità elettroniche più in voga e la tradizione musicale italiana.
Il video, girato da Gabriele Ottino per il collettivo Superbudda, rappresenta un’immersione nei tratti più psichedelici del pop di Cosmo. Il confine tra le realtà e le proiezioni è labilissimo.
Il disordine vince su tutto e si fa fatica a comprendere cosa sia vero e cosa percepito.
Le ballerine, lo spaesamento dato dai toni accesi dei colori, il bosco, sono tutti elementi che servono a inquadrare quello che è a tutti gli effetti uno dei tratti fondamentali di Cosmo: il caos!” Rockon

 

21 Luglio 2012

L’associazione culturale A Night Like This annuncia la prima edizione di A Night Like This Festival, il 21 Luglio 2012, a partire dalle 15:30 nella poetica cornice naturale di Chiaverano, sulle sponde del Lago Sirio, alle porte di Ivrea (Torino). Un appuntamento inedito e tutto da scoprire: 20 band, 12 ore di concerti su 3 palchi, visuals, area expo per etichette indipendenti, organizzatori di eventi, prodotti handmade e degustazioni a Km zero. Un viaggio ipnotico e coinvolgente in una location immersa in un panorama da sogno, un’esperienza poli-sensoriale da vivere inaspettatamente a due passi da grandi città come Torino e Milano.

La line up prevede, in esclusiva estiva per A Night Like This Festival dall’Inghilterra, la cult band fondata da Stephen Lawrie  The Telescopes, motivo d’ispirazione per numerosissimi gruppi shoegaze degli ultimi vent’anni e il fascinoso duo dream pop londinese Summer Camp che seduce per magnetismo, spensieratezza lo-fi e atmosfere romantiche dai colori seppiati.

Ad aggiungersi a queste vere e proprie chicche straniere, una selezione di gruppi della scena indipendente italiana: Aucan, Be Forest, Drink To Me, Edipo, L’Orso, Foxhound, Girless and the Orphan, Pocket Chestnut, L’Officina della Camomilla, Lumen, Thee Piatcions, The Remington, Starcontrol, Shiva Racket, Lavinia, Croco, Le Fric d’Afrique, Somuch Akiss.

Spazio dunque sia a nomi già noti al pubblico, sia a giovani realtà emergenti.

La variegata e coraggiosa proposta artistica di A Night Like This Festival prenderà forma fuori dai più consueti circuiti musicali cittadini. Strutture convenzionate, servizi navetta che collegheranno la vicina stazione di Ivrea all’area concerti e la possibilità di pernottare nel campeggio comunale allestito sulle sponde del Lago Sirio, regaleranno al pubblico la possibilità di trascorrere un weekend estivo di puro relax sulle spiagge del Lago, nelle cui acque è possibile nuotare circondati da un paesaggio unico, lontani dal rumore del traffico cittadino.

Ufficio Stampa A NIGHT LIKE THIS FESTIVAL: Gruppo Editoriale Enotria (rif. Angela De Simone, cell. 328 7470416 – angela.desimone@enotriaeditoriale.com)

Drink To Me

Drink To Me

(it) Considerati dalla stampa specializzata come una delle band più interessanti del panorama indipendente italiano, tornano ora i Drink To Me con un nuovo e attesissimo lavoro, a distanza di due anni da “Brazil”. Nel loro “S”, i Drink To Me (ora tornati ad essere un quartetto) dimostrano una volta in più di non essere per nulla appagati, proseguendo incessanti nel loro percorso stilistico in continua evoluzione, fatto di incroci di batterie, synth e bassi pulsanti.

Musica per orecchie esigenti e instancabili, che non si accontentano soltanto di suoni accattivanti, ma cercano un’idea, una sensibilità, uno stile. Il risultato sono dieci tracce eclettiche, fresche e internazionali.

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(en) Active since 2002 Drink To Me have released 4 DIY EPs, 3 albums and a 7”.

Their official debut album (Don’t Panic, Go Organic – 2008, Midfinger Records) was recorded in London and mixed by Andy Savours (Blonde Redhead, Yeah Yeah Yeahs, The Killers, The Horrors).

The second one, Brazil, was released in 2010, following their signing to one of Italy’s premier independent labels, UNHIP Records. Alessio Natalizia (Banjo or Freakout, Walls, Disco Drive) produced most of the tracks on the album, and also co-wrote a couple of them.

The last one, titled “S”, is their masterpiece. During the last years the band changed its sound, putting the rock matrix in the background, and letting the electronic side take over with kraut-minimalist repetition and rhythm sections tasting Brazil and West Africa. “S” contains an original mixture of tribalism, black music, psychedelia and a honest pop attitude. They dropped guitars and built harmonic walls of samples and synthesizers. Deep low frequenciens and interlocking beat patterns sorround a freely developing singing.

They’ve since toured all over Italy, playing about 200 shows (and celebrating their 100th concert as support for Editors in Turin). Their shows are powerful, irresistible and spontaneous: a punch in your stomach to make you smile!

Facebook: http://www.facebook.com/drinktome

Website: http://www.drinktome.net/

Reviews

“Una storia fatta di passi lunghi e decisivi, quella dei torinesi Drink To Me. Nel 2010 lodavamo la pregevole mistura di Liars, afrobeat, kraut, psichedelia di un Brazil che rispetto a un esordio più interlocutorio guadagnava punti e ora il suo successore ci spinge ad avventurarci ancora più lontano. E il bagaglio non è dei più leggeri, visto e considerato che S riprende in parte le istanze del precedente lavoro (soprattutto gli onirismi à la Animal Collective) svestendole degli accorgimenti più tribal-post punk per fare posto ai sintetizzatori.

Operazione a rischio banalizzazione se ci pensate, visti i tempi dominati da un’estetica korgiana ormai onnipresente e quasi mai sfruttata a dovere. E invece il combo arriva a una definizione di un suono avvincente, tarato al millesimo, multisfaccettato ma coerente, a sancire così un’identità perfettamente in linea con il contemporaneo: la ridondanza di M.I.A sul clapping dell’iniziale Henry Miller, gli Of Montreal/Field Music di una Picture Of The Sun ideale singolo, il Sufjan Stevens psichedelico di The Elevator, l’electro dei nostrani Aucan in Dig A Hole With A Needle.

A tutto questo si aggiunga un’attitudine pop da grande band, in generale più esposta rispetto agli esordi, ma anche capace di farsi scoprire con la dovuta calma in un disco che nei suoni è un sbronza colossale e da quelli chiede di partire. Armonie vocali e linee melodiche pompate da una produzione dispersa in un caleidoscopio di timbri e colori: eppure svestitelo, questo S, e vi accorgerete che tutto funziona anche senza bisogno di additivi. E non è questo, forse, il miglior complimento che si possa fare alla terza fatica dei Drink To Me?” Sentireascoltare