Croco

CROCO

Lo – Fi Pop

Croco nasce, in barba a qualsiasi verosimiglianza naturalistica, nell’autunno del 2010, ennesima variazione sul tema lui/lei. Lui e lei che, musicisti da sempre, dopo essersi già trovati a suonare assieme all’interno di un gruppo, decidono di mettersi in proprio e di contare solamente sulle proprie forze; lui e lei, dicevamo, e basta. L’obiettivo è quello di raggiungere il grado zero della propria scrittura, così da provare finalmente a chiudere il cerchio delle proprie ossessioni. Per fare ciò servono innanzitutto una chitarra e un basso, e poi una drum machine e una vecchia tastiera, più altri strumenti da aggiungere all’occorrenza. Quella che viene fuori è una musica notturna, a tratti sensuale, sospesa tra un’elettronica un po’ low fi e suoni più elettrici/acustici, dove il sacrosanto riconoscimento dell’importanza del ritmo per una buona canzone pop non distrae dalla ricerca della melodia perfetta.

Sono una manciata di canzoni, sono una serie di istantanee un po’ sfocate dove convivono la voglia di raccontarsi e il piacere affabulatorio di raccontare, sono lui e lei, come da copione, con i capelli un po’ arruffati, gli strumenti sottobraccio e lo sguardo fisso chissà dove.

– Facebook: http://www.facebook.com/listentocroco

– Soundcloud: http://soundcloud.com/croco-o/sets/lovepotion#

– Bandcamp: http://gonecore.bandcamp.com/album/croco-ep

L'Officina Della Camomilla

L'officina della camomilla

Indie Folk

“Di cosa stiamo parlando? Difficile definirlo. Un tizio che vomita un arcobaleno, per esempio.”

L’officina della camomilla è un movimento artistico, culturale, musicale, filosofico, poetico, invernale, gastronomico, calcistico, randagio/casalingo, estremamente mattutino fondato sulla tristezza e sui biscotti.
Musica da cameretta che sviluppa la fantasia e le sbronze altrui. Inni alla droga e a tutto ciò che è colorato.

Canzoni da cameretta, testi che sono poemi adolescenziali e polaroid pop, arrangiamenti minimali lo-fi di chitarra acustica e tastiere giocattolo.

I componenti sono:

Francesco De Leo (voce, testi, chitarra), Claudio Tarantino (tastiere casio, giocattoli), Marco Amadio (basso).

tutti i brani (disponibili in rete) sono registrati con garageband 09.

– Facebook: http://www.facebook.com/pages/Lofficina-della-camomilla/110383238992084

- Soundcloud: http://soundcloud.com/lacamomilla/

Reviews

“Cosa può nascere dalla barbarica unione tra voci impastate dalle notti insonni, chitarre scordate, tastierine giocattolo e mal di vivere post-adolescenziale? Se a dosare il tutto è una mente sensibile e distorta con una spiccata vena poetica, il caos può partorire una creatura bella come L’Officina Della Camomilla. (…)

Il malessere esistenziale viene rigurgitato in un flusso caleidoscopico, lontano dalla rabbia giovane e cieca, generando un folkitsch che trascina con sé Piero Ciampi e gli MGMT, Dente e Dino Fumaretto, prende Vasco Brondi e lo immerge in una sostanza caramellosa e malsana. Così piace a Francesco De Leo, mente e corpo dell’Officina della Camomilla (annata ’91, giusto per chiarire).”  Federico Anelli per Shiver Webzine

 

“Come faceva la canzone? Ti amo, poi ti odio, poi ti amo. Ecco, il disco dell’Officina della Camomilla è tutto qui. A fasi alterne, si passa dal fastidio alla piacevolezza, dalla voglia di abbracciarli a quella di insultarli. A respingere sono registrazione ai limiti dell’incomprensibile, voci improponibili, musiche pressoché inesistenti.

In sintesi, un’esaltazione dell’estetica lo-fi da cameretta talmente sfacciata da sembrare pretestuosa, quasi paracula. Roba che, messa così tutta in fila, dà l’effetto del classico gessetto strisciato sulla lavagna. Eppure, ascoltando il disco, ci si ritrova (molto) spesso a sorridere.

È vero, c’è tutto quello appena descritto, ma c’è anche un approccio a metà tra il gioco e il twee, capace di smorzare ogni pretenziosità e di buttarla nel cazzeggio tra amici, con dosi di ingenuità e spontaneità tali da ribaltare le prime impressioni negative. L’Officina della Camomilla riesce infatti a creare un mondo tutto suo. (…) Così finisci per perderti e divertirti, dicendo che in fondo non sono per niente male. Pochi minuti dopo, però, sei già pronto a premere stop giurando di non volerli ascoltare più. Ti amo, poi ti odio, poi ti amo. Basta saperlo.” ROCKIT