The Yellow Traffic Light

Yellow Traffic Light

CHI SONO?
Quattro torinesi affamati di shoegaze

COSA SUONANO?
Psichedelia d’assalto, distorsioni infinite, riffoni pachidermici e fuzz a mitraglia

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Perché per il momento però le registrazioni dei quattro giovincelli non rendono ancora giustizia e il meglio lo danno dal vivo.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
The Yellow Traffic Light registrano il loro primo EP Home at least a marzo del 2013, con l’aiuto dell’amico Gianluca Sivieri degli Hollyhocks. Nel novembre 2013 si aggiungono alla band due componenti (Lorenzo Avataneo: chitarra e tastiere, Federico Mariani: chitarra tastiera). Il 21 settembre aprono all’Astoria di Torino il concerto della band inglese SPLASHH e partecipano al concorso Torino Sotterranea e ad OPEN STAGE, evento promosso da Flux Agency e Lapsus.  Da un anno ormai suonano per XANAX OFF, un evento nato nel basement dell’Astoria tre anni fa.
I nuovi brani, seppur ricordando i lavori passati, hanno acquistato maggiore compattezza sonora e varietà. Dopo la partecipazione ad Arezzo Wave, Angelo Viviani lascia la band per ragioni personali.
Suonano fondamentalmente rock psichedelico, ma nei loro pezzi non manca il gusto pop di inizio anni ’90.

Love The Unicorn

love the unicorn

CHI SONO?
Cinque ragazzi romani con il chill nel sangue.

COSA SUONANO?
Il loro genere è l’Indie Pop classico: quello che ascolti prima di andarti a fare un tuffo in mare.

PERCHÉ VENIRE AD ASCOLTARLI?
Perché i loro pezzi ti ricorderanno le tue estati di gioventù fatte di amore, benessere e sport.

#anltascolta

VUOI SAPERNE DI PIÙ?
Love the Unicorn è un progetto nato a Saragozza dall’incontro tra Emiliano e Riccardo, in seguito chitarristi della band, davanti ad un piatto di tapas.
È a Roma che lentamente prende forma grazie al coinvolgimento di Marco, fratello minore di Emilano e voce e synth della band. Dopo l’arrivo di Francesco alla batteria e Raffaele al basso la band decide di fare tutto da se, registrando e producendo il proprio EP d’esordio Back To ’98, che darà modo alla formazione romana di farsi apprezzare grazie ad ottime risposte di pubblico e critica.
Il vero salto però è nel 2013, anno in cui i Love the Unicorn pubblicano Sports, uscito sotto il collettivo bolognese We Were Never Being Boring (Be Forest, Brothers in Law, A Classic Education) per l’Italia e sotto Dufflecoat Records (Alpaca Sports, Acid House Kings) per il Regno Unito, e il cui primo singolo, Toulouse, è stato premieranno su Rolling Stone. Il disco, fatto di chitarre minimali e synth eleganti, rappresenta al meglio la dimensione della band che racconta il proprio periodo di gioventù fatto di amore, benessere e sport. All’uscita è seguito un tour che ha portato la band in tutta Italia, e spesso dividendo il palco con band come SPLASHH, Summer Camp, Holograms e We Have Band. Il 16 Luglio la band ha registrato una live session per il sito britannico the405 che ha così definito il loro sound:
“Think early Phoenix and Nocturne-era Wild Nothing, then mix that up with some Washed Out-y breezes, and the xylophone-styled synth-work of Metronomy. It doesn’t matter which riviera you’re currently chilling on, these guys will definitely make everything better.”
L’ultima release dei LtU risale allo scorso Dicembre, quando Wired ha pubblicato “SPORTS“, un music-film realizzato con l’aiuto del film-maker bolognese Pietro Borzì (His Clancyness, Sin/Cos). Da Gennaio la band ha iniziato i lavori sul suo prossimo disco.