YOUNGER AND BETTER

Younger And Better

Younger And Better

Gli Younger and Better nascono nel 2012 dalle valvole incandescenti di un VOX in Converse e jeans strappati, che ubriaco per le vie di Sheffield si è innamorato di un’onda quadra, trucco sfatto e sigaretta. Colpa della vita o chissà di cos’altro, lo stile della band si impregna di influenze indie, post-rock, dubstep e drum’n’bass alcoholico, portando sul palco cupe e furiose miscele di chitarre taglienti e bassi subsonici, scandite da rullate a 260 bpm e scoppiettìo di valvole surriscaldate. I live firmati YAB riversano sul pubblico masse sonore palpabili, troppo consistenti per essere confinate nelle quattro mura di un pub, una nebbia fitta di vibrazioni e incazzatura.

Dopo un ep di 6 tracce intitolato “Last Known Surrenders”, pubblicato a dicembre, la band, in piena cascata creativa, progetta un ritorno in studio per fissare nella memoria dei posteri le proprie allucinazioni e la sua unica certezza: i riverberi sono marciti e le distorsioni si sono infettate.

Facebook – https://www.facebook.com/pages/Younger-and-Better/224997872438

Bandcamp – http://youngerandbetter.bandcamp.com/

Reviews

“Giovani (nel nome, almeno), di recentissima formazione, al primo ep. Dichiarano di trarre spunto “dall’energia dei 65DoS, dalla meticolosità degli Explosions in the Sky e dall’intelligenza dei Suuns“, tutte band con cui gli Younger and better hanno a ragione qualche punto di contatto, ma di cui non hanno ancora mutuato una caratteristica importante, l’imprevedibilità.

Ciò non significa tuttavia che questo “Last known surrenders” sia un brutto disco, tutt’altro. Ha dalla sua un suono levigato e con le idee chiare, definito in particolare dalle chitarre e dalle ritmiche essenziali ma non minimaliste, l’ottimo livello compositivo dei pezzi (tra cui si stagliano “Mountainhead” e “Untitled”), e la generale percezione che la band possa crescere ancora, a partire dalla voce, già comunque più che soddisfacente. Una prima uscita promettente, senza dubbio. E c’è da scommettere che l’imprevedibilità arriverà coi prossimi lavori.” Rockit

“Questo quartetto di Milano, al debutto assoluto, è dedito a un art-rock che alterna momenti cupi ad altri che emanano vibrazioni decisamente più positive. Dal punto di vista stilistico, si passa da un’impostazione puramente rock a episodi nei quali si inseriscono sintetizzatori e ritmiche elettroniche. Tutto questo avviene non tanto tra una canzone e l’altra, ma piuttosto all’interno di ognuno dei sei brani. Tra l’altro, c’è anche una certa concisione nell’elaborare queste idee di base, perché tutti i brani durano meno di quattro minuti a eccezione dell’ultimo. Naturalmente, il rischio per un gruppo esordiente che ambisce a mettere insieme questi diversi elementi è che il risultato sia poco compatto e/o pretenziosi, ma gli Younger And Better senz’altro la maturità non l’hanno ancora raggiunta, e ci mancherebbe, ma il loro lavoro suona già coeso e diretto come dovrebbe essere affinché tentativi come il loro abbiano un senso. Meritano, quindi, di essere seguiti, anche perché dal vivo hanno anche una marcia in più rispetto a questo già buon Ep” Stefano Bartolotta per OndaRock

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